Saputo: «Voglio il Dall’Ara. Bologna, arriverai in Europa»

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Joey Saputo a tutto tondo sul suo Bologna: le speranze d’Europa, lo Stadio Renato Dall’Ara, il rapporto con Montreal, la scelta di Roberto Donadoni e molto altro ancora

Il Bologna di Joey Saputo cresce e il patron canadese gongola anche se dice di soffrire troppo la tensione, le soddisfazioni però sono molte e le emozioni uniche. Il chairman del Bologna ringrazia i tifosi che hanno cantato per tutta la partita con il Chievo e parla del possibile approdo europeo: «Piace anche a me l’Europa, ci arriveremo ma prima bisogna passare da altri step come la redistribuzione dei diritti tv». E proprio partendo dai diritti Saputo fa un confronto con la MLS e con il sistema meritocratico che dovrebbe esserci anche in Italia: mentre negli USA si fa business, in Serie A alle riunioni di Lega comanda la passione.

LA POLITICA CALCISTICA – Importante per la politica calcistica del patron è anche lo Stadio Renato Dall’Ara, verso cui il Bologna ha mire di spessore. L’obiettivo di Saputo è di rifare lo stadio ma mantenendo una tradizione: «La ristrutturazione del Dall’Ara non ci darà il 100% di quanto voluto, ma va bene anche il 90%. Vuol dire avere storia, radici e tradizione». A proposito dei metodi di lavoro invece il bolognese dice di contornarsi di gente che pensa sia migliore di se stesso e vuole una rigida separazione per compiti, senza nessuno che si intrufoli nel lavoro degli altri. Lo stesso pensa di Roberto Donadoni, allenatore dei felsinei: «Lui è il tecnico giusto. Aiuta la nostra filosofia di sviluppo dei giovani. Donadoni è contento di essere qua, non ho mai avuto paura di perderlo».

CANADA E ITALIA – Saputo poi racconta le sue ossessioni riguardo le partite, gli piace stare da solo e annotarsi tutto riguardo un dato match. E poi una battuta sugli obiettivi del Bologna: «Bisogna migliorarsi rispetto all’anno passato, sarei felice se ci riuscissimo». Il chairman si sofferma anche su Marco Di Vaio e lo riempie di elogi sia a livello calcistico che lavorativo e umano, dicendo di aver avuto a che fare con una grande persona molto professionale. Nel finale di intervista a Il Corriere dello Sport Saputo parla di quanto non sia difficile gestire Drogba al Montreal e di come i canadesi e il Bologna possano collaborare in futuro: «In Canada abbiamo molto da imparare ma dobbiamo guardare al Bologna se vogliamo far crescere le giovanili. Però possiamo insegnare all’Italia che una partita può essere entertainment».

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