Schick: «Ho scelto io la Sampdoria, qui sto benissimo»

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Patrik Schick gioca e segna con la Sampdoria, è riuscito a convincere Marco Giampaolo e vuole continuare in blucerchiato: le ultime da uno dei talenti emergenti della Serie A

Patrik Schick è stato soffiato alla Roma dalla Sampdoria nell’ultimo calciomercato e adesso Carlo Osti e Riccardo Pecini se lo godono. Dopo qualche mese di apprendistato, l’attaccante si è preso la Samp e anche la fiducia di Marco Giampaolo. La punta si racconta e ricorda quando ha iniziato a giocare a calcio in un paesino vicino Praga e poi ha dovuto abbandonare la sua città per inseguire il sogno di diventare calciatore, ma continuando a studiare perché la madre tiene molto alla sua istruzione. Allo Sparta Praga ammette di aver imparato tanto, prima del passaggio in Italia: «Ho scelto io la Sampdoria, potevo accettare altre offerte ma ho rischiato. La scelta è stata difficile ma mi ha convinto il progetto». L’impatto con il Belpaese non è stato difficile anche se la lingua è ardua, ma comunque il calcio italiano gli piace perché è tattico e tecnico. Adesso si sente migliorato e alcuni errori lo hanno fatto crescere, come quello sotto porta a Napoli. «Giampaolo è il boss, è il capo del gruppo e le sue decisioni non si discutono. Sta insegnando calcio a tutti noi e la nostra crescita è merito suo. Gioco poco altrimenti mi vendono? Una battuta che mi ha fatto ridere» aggiunge Schick a Tuttosport. Il centravanti del Doria però non vuole prefiggersi obiettivi di gol in stagione, un po’ per scaramanzia e un po’ perché vive alla giornata. Schick non si sente ancora un leader della Sampdoria, sa che nello spogliatoio ci sono elementi più esperti di lui e quindi gli “basta” essere un giocatore importante. Adesso però c’è da pensare al futuro, Schick conclude così: «Fa piacere essere apprezzati anche da altre squadre ma non è il mio lavoro, bisogna parlarne con gli agenti. Io alla Sampdoria sto benissimo, ci siamo trovati bene con gli altri compagni e sono sicuro che l’anno prossimo faremo ancora meglio».

 

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