Turismo in Serie A: chi ci guadagna

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L’impatto delle trasferte per ogni città della massima serie, la più ricca…

Tu chiamalo, se vuoi, turismo calcistico. Non ci pensiamo, ma ogni giorno migliaia di tifosi in tutto il mondo si muovono in automobile, via treno, in aereo o addirittura in nave per raggiungere la propria squadra del cuore in trasferta. Si tratta di un vero e proprio business milionario che arricchisce, nemmeno a dirlo, il turismo delle città che ospitano le squadre di casa. Succede ogni stagione anche in Serie A. A tracciare un quadro più che dettagliato della situazione attuale è lo studio di GoEuro, sito che si occupa della prenotazione di voli, autobus, treni e auto. Ma facciamo due conti e snoccioliamo qualche cifra: 263.065.000 di euro è la cifra che in totale ricaverà la nostra massima serie dal turismo calcistico, ovvero dalle trasferte complessive di ogni singolo tifoso di ogni singola squadra. Un giro milionario che, ça va sans dire, non può che rifocillare le casse delle nostre città. Nello specifico le quindici città che quest’anno hanno ospitato le varie squadre di Serie A incasseranno tra i 3.612.000 e i 45.190.000 di euro per trasporti urbani (taxi, mezzi pubblici e Uber).

MILANO VINCE – La città più ricca da questo punto di vista? Milano che, nonostante il declino calcistico di Milan e Inter, continua ad attirare tifosi. Sarà che nel capoluogo lombardo il trasporto urbano è particolarmente agevole ed organizzato, ma gli oltre 45 milioni di euro incassati quest’anno sono la dimostrazione di una certa efficienza. A seguire Roma, con un incasso di poco inferiore, di meno di 40 milioni di euro, quindi Torino, che grazie alla qualità del proprio trasporto pubblico, favorito pure (come per le due città di cui sopra) dal fatto di avere due squadre in massima serie (e quindi una partita casalinga a settimana almeno), ha incassato oltre 30 milioni di euro. Seguono Genova, Napoli, Firenze e Verona (infografica qui in basso). All’ultimo posto la piccola Frosinone, con un incasso complessivo stagionale per i propri trasporti interni di meno di 4 milioni di euro. Pochi, ma sempre meglio di nulla.

PALERMITANI VIAGGIATORI – Quali tifosi al termine di questa stagione avranno macinato più chilometri di tutti? Quelli del Palermo, risposta ovvia, se non altro per la distanza della loro città rispetto alle altre di A. In totale i supporters rosanero quest’anno avranno messo insieme quasi 50mila chilometri totali, più di quelli del Napoli, al secondo posto in questa speciale classifica, che ne avranno macinati meno della metà. Di contraltare i tifosi del Carpi quest’anno sono quelli che hanno viaggiato meno, seguiti vicinissimi dai tifosi di Bologna e Sassuolo: non è un caso la centralissima Emilia Romagna sia la regione più collegata d’Italia tanto al nord quando al sud. Vedere per credere (infografica in alto). Curiosità: non c’è nemmeno da domandarsi quali siano le trasferte più vicine in assoluta della Serie A. Nel caso di derby i tifosi della stessa città compiono turismo calcistico a chilometro (e spesso pure a costo) zero. Per andare invece allo Juventus Stadium i tifosi del Palermo hanno dovuto fare oltre milleseicento chilometri (e viceversa quelli della Juve per andare nel capoluogo siciliano). Per recarsi allo Stadio Olimpico di Torino (ora Stadio Grande Torino) i tifosi rosanero hanno dovuto fare appena una manciata di chilometri in meno invece (quisquilie). Più sopra tutti i dati.

IL CONFRONTO CON L’EUROPA – Se vi sembra che in Italia il turismo calcistico dato dai trasporti urbani fatturi tanto, allora date un’occhiata ai dati inglesi: lì le trasferte calcistiche, seguitissime, costano di più, ma rendono anche meglio (i trasporti inglesi, indubbiamente, sono un passo avanti). Quest’anno oltre 500 milioni di euro andranno nel complesso nelle tasche delle diverse cittadine inglesi che ospitano una compagine in Premier League. Subito dietro la Bundesliga, che dalle trasferte urbane in totale incasserà oltre 300 milioni, quindi la Liga, la nostra Serie A e infine la Ligue 1, ultimo nella top five dei campionati europei più ricchi da tale punto di vista (infografica in alto). Bene, non benissimo.

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