Spalletti-Inter: una rivoluzione più che un rinnovamento

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Spalletti-Inter, ci siamo: ecco come cambierà la rosa nerazzurra col tecnico toscano. Più una rivoluzione che un rinnovamento

Le parole di questa mattina da parte di Massimo Moratti suonano più come un’investitura ufficiale che come una sibillina eventualità: salvo colpi di scena, sarà Luciano Spalletti il tecnico dell’Inter nella prossima stagione. Un compito indubbiamente gravoso quello che attenderà l’allenatore in uscita dalla Roma: risollevare le sorti di una squadra che avrebbe dovuto rinverdire i fasti mourinhani già quest’anno e convivere con un ambiente societario decisamente instabile. Forse, questo, il primo e principale problema nerazzurro dalla notte dei tempi.

E non che, per assolvere alle mansioni che gli verranno richieste, il tecnico di Certaldo abbia già la tavola imbandita. Anzi. Sono poche e vincolate alle dinamiche del fair play finanziario le certezze che lo attendono in casa nerazzurra. Handanovic tra i pali, la rivelazione Gagliardini in mezzo al campo, la certezza Icardi davanti. Per il resto, se non è buio pesto, poco ci manca. Nonostante gli ingenti investimenti delle ultime estati e le qualità individuali dei profili approdati recentemente a Milano sponda nerazzurra. I dolori principali riguardano la difesa, reparto sostanzialmente da rifondare. Miranda e soprattutto Murillo, dopo una brillante prima stagione, quest’anno sono andati incontro a tante difficoltà, e alle loro spalle non ci sono ricambi all’altezza. Serviranno come il pane, allora, un paio di innesti di spessore, e certo i nomi dei papabili in questi giorni non mancano: da Manolas a Rudiger, passando per De Vrji. Il pacchetto dei terzini se la passa forse anche peggio, con il solo D’Ambrosio che nella seconda parte di stagione ha dato segnali incoraggianti a differenza di Nagatomo, Santon e di un Ansaldi lontano parente del giocatore ammirato al Genoa. L’approdo di Danilo dal Real Madrid garantirebbe, almeno un primo tassello.

In mezzo al campo la priorità è quella di un centrale completo che possa affiancare Gagliardini, un profilo in grado di sostenere la fase difensiva e contribuire al contempo a quella offensiva. Dunque un elemento di solidità, caratteristica che non rientra tra le principali dei vari Brozovic, Joao Mario e Banega. Tutti utili, a modo loro, nessuno risolutivo. E come per la difesa, anche in questo caso Spalletti potrebbe volgere lo sguardo alla terra romana che è in procinto di lasciare: se Nainggolan è un sogno, Strootman rappresenta una golosa suggestione. In attacco serve più quantità che qualità: Perisic e Candreva assicurano infatti un importante apporto alla fase offensiva nerazzurra a sostegno di capitan Icardi e per caratteristiche collimano con l’idea di calcio del tecnico toscano. Da Eder a Palacio, da Gabigol a Biabiany fino al giovanissimo Pinamonti, in questo momento alla rosa dell’Inter mancano però alternative all’altezza della situazione per garantire ai titolari la possibilità di rifiatare nel corso della stagione. Una delle falle nell’organico nerazzurro che gli uomini di mercato dovranno tappare per lasciare nelle mani di Spalletti una nave che non imbarchi acqua ancor prima di lasciare il porto…

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