Thiago Motta: «Sono lento ma non scarso»

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Tempo di togliersi sassolini dalla scarpa per Thiago Motta. Il centrocampista di PSG e Italia elogia Verratti e Gasperini, mentre sull’addio all’Inter…

Thiago Motta si racconta a Walter Veltroni e ripercorre tutta la sua carriera, dall’infanzia in Brasile fino ad arrivare a Barcellona dove ha iniziato a vincere e assaggiare il grande calcio. Il vero passo decisivo per, racconta Motta, è quello che lo porta finalmente in Serie A al Genoa, grazie al lavoro del suo agente (e amico) Sandro Canovi. L’italo-brasiliano ammette che all’epoca non conosceva bene la realtà genoana e italiana ma in quell’anno rossoblu è cambiato tutto: «Ho avuto Mourinho, Ancelotti, Benitez come allenatori, ma nessuno mi ha insegnato quanto Gasperini a livello tecnico, tattico e umano. Al Genoa ho ritrovato la voglia di giocare». E grazie ai rossoblu, prosegue il giocatore del PSG, ha sentito riemergere le sue fiere origini italiane e ha deciso di vestire l’azzurro.

THIAGO MOTTA CONTRO LA LENTEZZA – Oggi Thiago Motta gioca nel Paris Saint Germain ma non dimentica la super Inter del Triplete, un team formato da – parole sue – giocatori esperti e intelligenti, tra cui Walter Samuel del quale parla un gran bene. Il passaggio dall’Inter al PSG Thiago Motta lo spiega così: «Branca non mi voleva e ha deciso di cambiare, ho parlato con Moratti che ha capito tutto». In seguito Motta si sofferma sulle capacità del suo compagno di squadra e nazionale Marco Verratti, definendolo un genio dal talento innato, e si toglie qualche sassolino dalla scarpa in chiusura di intervista. «So di non essere un giocatore veloce ma non sono scarso, perché altrimenti giocherei sempre? All’Italia ho dato tutto quello che potevo, ma l’importante non sono io, è la squadra» chiude Thiago Motta a Il Corriere dello Sport.

Gianmarco Lotti
Giornalista sportivo toscano vivente, amante del calcio come cultura. Nel 2010 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón.
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