Torino, Petrachi: “Cairo per ora non vende” | Calcio News 24


Calcio Italiano, Calciomercato, Serie B

27/03/2010, 12:13

torino1 150x150 Torino, Petrachi: Cairo per ora non vende Savino Tesoro e suo figlio Antonio aspetta­no. Aspettano e sperano. Sperano, volendo e potendo tentare l’assalto al Torino: ma a gioco lungo non si straccerebbero di certo le vesti, se i loro molteplici tentativi andassero a vuoto a fronte di una totale chiu­sura da parte di Urbano Cairo. Il che non significa che si siano già arresi o che stiano per arrendersi: sa­rebbe assolutamente sba­gliato sostenerlo. Però, in questa partita a distanza con Cairo, non è affatto un dettaglio sottolineare lo sta­to d’animo dei candidati ac­quirenti, questa famiglia pugliese trapiantata nel Bergamasco che da un me­se, giorno più giorno meno, sta continuando a cercare di scalfire il muro (davvero im­penetrabile?) del padrone granata. Lo stato d’animo combacia con la strategia, l’analisi della strategia può illuminare i ragionamenti di chi osserva il virtuale venditore e i potenziali com­pratori. Savino Tesoro e suo figlio Antonio hanno mani­festato e ribadito, con le pa­role ma anche con i fatti, un notevole e concreto interes­se per il Torino. Ma se è ve­ro che Cairo «non ha né ur­genza né necessità di ven­dere il Torino», come adesso dice il suo ds Gianluca Pe­trachi, in parte ciò vale pu­re per i candidati acquiren­ti: speravano di intavolare velocemente la trattativa e chiuderla ancor più in fret­ta, il presidente granata ha inibito questa loro disponi­bilità, i Tesoro hanno dovu­to rivedere in corsa i propri piani, non abbandonano certo la preda, ma indubbia­mente non pongono ultima­tum di sorta. E’ una forma di stile, di rispetto.

«MERITO CHIAREZZA» – Anche ieri Savino e Antonio Tesoro lasciavano intende­re di non aver ricevuto mes­saggi diretti di alcun tipo da Cairo o da qualche suo uo­mo: «Lunedì, superato il de­licato turno di campionato che coinvolge il Torino, tor­nerà a muoversi il nostro commercialista Enrico Lo­catelli, per tentare di ria­prire il dialogo con i vertici granata e cominciare alme­no a firmare un patto di ri­servatezza ». Da giorni Mar­co Pompignoli, top mana­ger della Cairo Communi­cation e “uomo dei conti” pu­re del Torino, si nega al te­lefono, nonostante il presidente avesse indicato proprio lui quale primo in­terlocutore per i professio­nisti dei Tesoro (in ballo il promesso, ma mai materia­lizzatosi, scambio di docu­menti contabili: peccato però che Cairo non abbia nemmeno fatto consegnare la bozza del preventivo pat­to di riservatezza…). Ha già detto Tesoro, in sostanza: « Io intendo solo fare chia­rezza. Se ci sono state delle incomprensioni, e non cre­do, adesso risolviamole, cer­chiamo di capirci. Ma Cairo ha davvero voglia di vende­re il Torino, come peraltro aveva annunciato pubblica­mente nelle scorse settima­ne? Ho tanti dubbi in meri­to e crescono ogni giorno di più » . Si può pure porre un’altra domanda: visto che Cairo non nasconde i suoi dubbi sulla capacità econo­mica della famiglia Tesoro di garantire quanto serve per comprare il club grana­ta e poi per gestirlo, la meli­na presidenziale è limitata alla… “ tipologia” degli at­tuali candidati acquirenti o varrebbe anche per altri im­prenditori? Se così fosse, la conclusione sarebbe ovvia: Cairo avrebbe soltanto cer­cato di alleggerire le criti­che e la tensione attorno a sé, quando formalmente mi­se il Torino in vendita.

IL SONDAGGIO – Doppia­mente interessanti, allora, diventano in tale contesto le parole consegnate ieri da Petrachi e rimbalzate anche su internet. «Se Cairo ven­derà o no? Questo non lo so, ma Cairo pensa al bene del Torino e a fare progetti. Fin quando non ci sono offerte concrete è giusto andare avanti per il bene del Toro, a cui lui è molto legato: è una società in salute, che paga gli stipendi puntualmente (beh, in realtà sarebbe me­glio parlare di un “puntuale ritardo” plurimensile, ndr), cosa rara in questo mondo. Lui di certo non ha urgenza e necessità di vendere: io al­lora spero di andare avanti con questo progetto». Poi la conferma di quanto aveva già annunciato a Tuttosport alcuni giorni fa («Con Cairo sto per rinnovare il contrat­to in scadenza a giugno, è un desiderio di entrambi, siamo ai dettagli, credo che firmeremo a breve: sono fe­lice, vorrei fare qualcosa d’importante continuando a lavorare in granata » ) . Ieri Petrachi ha ribadito: «Non ho ancora rinnovato, ma c’è la volontà di entrambe le parti di definire l’accordo. Da tempo il presidente va­lutava l’idea di rinnovarmi il contratto: ora dobbiamo mettere nero su bianco, ma­gari capiterà prima di Pa­squa » . Nell’ottica del ds, problemi non sussistono: il dirigente ovviamente lavo­ra col massimo dell’impe­gno e dell’entusiasmo al fianco di Cairo, coltivando la legittima e naturale aspi­razione di continuare a far bene, meritare il rinnovo contrattuale e proseguire a lungo la sua attività nel To­rino. Nell’attesa, volendo, potrebbe anche lui parteci­pare al sondaggio appena lanciato da Tuttosport.com su Cairo e Tesoro (a fianco i risultati emersi a ieri sera): nessun dubbio su come vo­terebbe il ds.

Tuttosport.com

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Redazione
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