Ulivieri: «Empoli, fabbrica di allenatori»

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© foto www.imagephotoagency.it

Il presidente dell’Associazione Allenatori racconta il suo passato sulla panchina dell’Empoli e spiega i perché di un ambiente che forma tecnici di successo: dalla Toscana sono decollate le carriere – fra gli altri – di Guidolin, Spalletti e Sarri

SCUOLA DI ALLENATORI – Oggi Renzo Ulivieri rappresenta il vertice della categoria dei mister italiani, profili sempre di moda qui da noi ma apprezzati ormai anche all’estero. Il presidente dell’Associazione Allenatori, come tanti suoi colleghi, ha mosso i primi passi importanti della carriera alla guida di quell’Empoli che nel corso dei decenni si è rivelato fucina di tecnici di prima qualità. Ulivieri, toscano di San Miniato, è stato forse il primo a spiccare il volo, poi dalla panchina empolese sono passati nomi come Guidolin, Spalletti, Sarri e Giampaolo.
L’ARTE DI ARRANGIARSI – Un club in grado di lanciare tanti giovani è prima ancora un ambiente dove la guida tecnica è tenuta in gran considerazione, Ulivieri spiega i segreti di questo angolo di Toscana: «A Empoli insegnano agli allenatori come si lavora per una società. Accade anche altrove, ma in quella città, in quella società in modo più accentuato. Un tecnico non può pensare a sé stesso, ma sempre al club dal quale è stipendiato. Chi esce da Empoli si porta dietro per sempre questa educazione. A Empoli devi fare con poco, ti danno dei giovani da valorizzare o dei meno giovani da rilanciare. Per questo l’allenatore deve aguzzare l’ingegno, deve far crescere i ragazzi e rimettere in corsa gli anziani. Ingegnarsi nel calcio, se non hai i mezzi, vuol dire far giocare bene la squadra».

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