Ventura rilancia: «Buffon possibile vice CT. Pellè? Certe volte i soldi…»

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Le dichiarazioni del ct dell’Italia, Giampiero Ventura, nell’intervista con il Corriere della Sera parlando di Nazionale, Buffon, Stage e Serie A

VENTURA SU MOGGI E PELLÈ, ORE 13.53 – Sempre Ventura ha parlato sia di Graziano Pellè che del suo rapporto con la Gea di Luciano Moggi.«So che Pellè si è scusato ma lo dico più per lui che per me. Penso a storie di talenti per i quali i soldi hanno inciso negativamente» sono le parole piuttosto critiche del ct, che sull’ex dirigente juventino ha detto: «Sono rimasto fuori dal grande calcio anche per via della Gea, ma la colpa è soprattutto mia. Non mi sono reso conto che il calcio stava cambiano e contava più l’apparire dell’essere».

Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ct dell’Italia, Giampiero Ventura, si è sbilanciato per quel che riguarda una possibile ‘promozione’ all’interno del gruppo azzurro: «Buffon mio vice dopo i Mondiali in Russia? Come Ct selezionatore perché no?  Come Ct allenatore, non avendolo mai fatto, invece, sarebbe un’incognita. Lui è un punto di riferimento in campo e fuori: per i compagni, per me, per la Federazione. La strada la deciderà lui, di sicuro l’Italia farebbe male a non sfruttare la sua figura».
I GIOVANI GIOCANO, L’ONDA CRESCE – Ventura prosegue, parlando del proprio lavoro quotidiano e del movimento calcistico italiano che sta cercando di lanciare diversi nuovi talenti in vetrina: «Ho cominciato a girare per le società, a parlare coi presidenti e con gli allenatori. Sul campo siamo primi nel girone assieme alla Spagna. Ma quello che è accaduto fuori è altrettanto importante: oggi i club fanno giocare più giovani che dieci anni fa. È un concetto che rimbalza, un’onda che cresce: per me i grandi movimenti nascono così.
STAGE, MA SENZA TIRARSELA – Chiosa finale sugli stage, in cui Ventura racconta un retroscena curioso: «Dopo lo stage con 22 ragazzi, li ho fatti tutti controllare la domenica successiva, perché se avessero avuto l’atteggiamento da fighi non sarebbero più tornati in azzurro. Gagliardini, per esempio, è stato il migliore contro la Roma, Lapadula ha segnato, così come Caprari, Inglese e Ciciretti. Sportiello era in un momento difficile ed è andato via con il sorriso. È un lavoro a 360 gradi, tecnico e psicologico. Le potenzialità vanno tirate fuori».

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