Ventura: «Pressioni? È normale. Con me porte aperte a tutti»

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La Nazionale di Giampiero Ventura prende forma, il ct dell’Italia a tutto tondo su questi suoi primi mesi azzurri: «Trent’anni di calcio significheranno qualcosa…»

Giampiero Ventura, commissario tecnico dell’Italia, ha parlato di questo suo inizio con gli azzurri. Il ct della Nazionale ha detto: «Si tratta di un campionato bello, non è scontato soprattutto in questa prima parte iniziale. Il ritorno del Milan e della Roma è affascinante. Io in Nazionale voglio sfruttare i giovani che la Serie A mette a disposizione. Se si ha tre giorni per allenare una squadra non si possono fare rivoluzioni, all’Europeo Conte ha costruito una struttura e pensavo fosse una follia cambiare. Siamo ripartiti da lì con certezze e voglia di cambiare, non perché quelli che c’erano non andavano bene ma perché l’età di alcuni mette in condizione i più giovani».

LA MIA CARRIERA – Sempre Ventura ha parlato di chi contesta il suo palmares: «Qualcuno contesta il fatto che non abbia mai vinto campionati, non ho mai allenato una squadra nemmeno che lottasse per lo Scudetto. Ho ottenuto altri risultati in sintonia con le mie società, abbiamo lanciato giovani in Nazionale anche quando allenavamo nei club. Partendo da questo presupposto non posso cancellare trent’anni di calcio. Avere delle pressioni fa parte della vita dell’allenatore. Il problema in Italia è generazionale, ci sono tanti giovani che si stanno affacciando e il momento è delicato, va gestito con raziocinio».

PORTE APERTE – A proposito dell’esclusione di Graziano Pellè Ventura a Radio Anch’io ha aggiunto: «Spero che non sia stato frainteso il gesto di Pellè perché si è visto di peggio. Con la maglia azzurra va sottolineato quello che ogni gesto rappresenta, noi abbiamo esportato a Euro 16 l’immagine di una nazionale positiva e quel gesto ha intaccato questa immagine. Pellè un minimo di riflessione la deve fare, è un ragazzo bravo ma niente è precluso a nessuno. C’è la possibilità naturalmente per un suo ritorno, ma bisogna rispettare l’Italia. Se poi il tempo dirà che Pellè merita, porte aperte a tutti. La squadra per me è prioritaria sul singolo. Balotelli? Dovrebbe far parte di una squadra e mettersi a disposizione».

TRE GIORNI – Infine il commissario tecnico dell’Italia ha concluso: «Non esiste un gioco tipico “di Ventura”. Abbiamo fatto col mio staff un 4-2-4 spiccatamente offensivo e siamo stati i primi in Italia. Su Berardi si è fatta molta confusione, lui sta crescendo in maniera esponenziale ed è un capitale della Nazionale. Quando ho parlato di lui intendevo dire che in tre giorni non potevo inserirlo in un gruppo rodato e con un modo di gioco diverso, e poi era infortunato e secondo alcuni avrei dovuto convocarlo ugualmente. C’è molta disponibilità comunque da parte mia, ma serve tempo e non si può fare un calcio organizzato in tre giorni».

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