Mea culpa Yaya Tourè, Guardiola: «Felice per le scuse»

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© foto www.imagephotoagency.it

Ai ferri corti con Guardiola e fuori squadra al Manchester City, Yaya Tourè cerca una tregua con tecnico e club. Almeno sino al mercato di gennaio

AGGIORNAMENTO ORE 19.02 – Il bel gesto di Yaya Tourè è stato apprezzato anche da Pep Guardiola, tecnico del Manchester City che lo ha tenuto fuori dal giro dei titolari in questa prima parte di stagione. L’allenatore spagnolo ha commentato così la vicenda: «Questa mattina ho parlato con Yaya in privato, so cosa mi ha detto ed è importante per il Manchester City: è una bella notizie per tutti. Lui ha sempre partecipato alle riunioni di squadra ed agli allenamenti, nulla è cambiato».

L’insediamento di Pep Guardiola sulla panchina del Manchester City ha rilanciato tutto l’ambiente, meno che un calciatore. Yaya Tourè infatti, da intoccabile fino alla scorsa stagione, è divenuto un calciatore marginale al progetto tecnico dello spagnolo. In campo solo per pochi spezzoni di gara, tutti con risultati acquisito o in Coppa di Lega, l’ivoriano ha fatto fatica a non palesare il proprio malcontento. Dimitri Seluk, il suo agente, ha poi spesso messo il carico con dichiarazioni al vetriolo, non ultima «Guardiola non può allenare uomini, preferisci bambini obbedienti» o giù di lì.

AI FERRI CORTI – Il rapporto tra Yaya Tourè ed il tecnico non è stato idilliaco neanche ai tempi del Barcellona. Nonostante una Champions League vinta da protagonista, da titolare come difensore centrale nella finale di Roma del 2009 contro il Manchester United, i diverbi e le vedute opposte hanno preso il sopravvento. Secondo il Daily Mirror tuttavia il centrocampista starebbe pensando ad una decisione alquanto clamorosa: ordinare al suo procuratore di cercare una sorta di tregua. Magari fino al mercato di gennaio, quando il colosso africano non potrà più permettersi di rifiutare offerte similmente a quelle dell’Inter o provenienti dalla Cina.

IL COMUNICATO – Yaya Tourè, con una nota sulla sua pagina Facebook ufficiale, prova a riportare il sereno: «Voglio chiedere scusa con lo staff e con tutti quelli che lavorano nel club per i malintesi passati. Quelle dichiarazioni non rappresentavano il mio punto di vista sulla società e su chi lavora lì. Nutro solo rispetto nei confronti del Manchester City e auguro il meglio alla squadra. Sono orgoglioso di aver avuto un ruolo importante nella storia di questo club e voglio dare una mano al City per raggiungere ulteriori traguardi. Ringrazio i tifosi per il loro apporto: questo vuol dire tanto per me».

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