Zeman e il futuro a Pescara: «Rimarrò qui, conta il progetto»

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Zdenek Zeman inquadra gli obiettivi con il Pescara e dà una carezza a Totti: «Spero che Francesco continui. La Juventus? Contro il Real…»

Mortificata da una retrocessione dichiarata praticamente a metà campionato, Pescara affida le nuove speranze ancora a lui, «Sdengo», che nella stagione 2011-12 portò in Serie A la formazione abruzzese. Come confermato ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”, non è stato un ritorno qualsiasi per Zdenek Zeman: «A metà febbraio sono tornato, quando ormai era annunciata la condanna alla B. Già a Natale sembrava delineata la classifica in coda, con tre squadre destinate alla retrocessione. Poi il Crotone ha compiuto la grande impresa di conquistare 17 punti in 7 incontri, più della Juventus, e si è rimesso in corsa. Lì sono stati bravi, sul mercato, nell’ambiente e in campo: hanno proprio meritato di giocarsi tutto nell’ultima giornata. Anche se dipenderà pure da Palermo­-Empoli…»

FUTURO ABRUZZESE – Per lei, domenica, può essere un addio alla Serie A oppure crede di tornarci già tra un anno? «Me lo auguro. Io ci metterò il lavoro e l’entusiasmo, poi bisognerà fare i conti con il campo». E soprattutto con il progetto societario. Sebastiani è finito nel mirino della contestazione. Se il presidente lascerà, che ne sarà di Zeman al Pescara? «Ho il contratto anche per la prossima stagione. Vedo Sebastiani fortemente motivato a riscattare questa annata negativa. Non immagino, al momento, uno scenario diverso da quello attuale». Preferirebbe ripartire con una base della squadra retrocessa o fare una rifondazione? «Sei anni fa, ci fu una rivoluzione sul mercato. Del gruppo precedente rimasero Cascione, Gessa e Sansovini. Certo, arrivarono giovani di qualità, come Immobile e Insigne, e si puntò sulla crescita di Verratti. Vediamo che mercato sarà… Il presidente ha detto che nell’ultimo campionato non è stato lui a fare il mercato. Non è solo questione di soldi, per me contano di più l’organizzazione, le idee, il progetto».

TOTTI, JUVE E… B – Sarà anche per lei una domenica triste, la prossima, per l’uscita di scena di Totti? «Non lo sento da tempo, a me non ha detto di voler chiudere col calcio. Altri hanno deciso per lui che non giocherà più nella Roma. Spero che Francesco decida di divertirsi e divertirmi ancora. In Italia non lo immagino in altri club. All’estero sì. A Miami con Nesta? Boh». Si aspettava che Totti sopportasse, con dignità e senza sfoghi, il trattamento ricevuto, con tanta panchina, in questo lungo addio maturato nella Roma? «Lo conosco. Gli sarà costato mantenere equilibrio e rispetto. Ma non sono sorpreso, so quanto Francesco ha dato alla Roma, caricandosela sulle spalle. Totti ha costruito tanti allenatori in questi anni; non sono stati i tecnici a costruire lui». La Juventus vincerà la Champions League? «Con il Real è sempre una sfida incerta, può succedere di tutto. Comunque, Allegri guida un gruppo fortissimo e ha saputo coinvolgere nella fase difensiva anche Mandzukic, elemento fondamentale. Sono curioso di scoprire se Cristiano Ronaldo saprà sfondare il muro difensivo della Juventus». Dopo Spal e Verona, chi sarà promosso in Serie A? «Lotta equilibrata, ma penso che riuscirà a spuntarla il Frosinone».

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