Nicchi: «Arbitri in tv? Non per parlare solo di errori»

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AIA: Nicchi apre una porticina alle interviste post-partita degli arbitri, ma chiede un cambio di mentalità. Sulla sperimentazione della moviola in campo, invece: «Sarà complessa, ma noi siamo già pronti ad iniziare»

Eletto nuovamente presidente dell’AIA, il numero uno dei fischietti italiani, Marcello Nicchi, è reduce da una prima giornata di fuoco dopo la riconferma in termini arbitrali. Uno dei nodi riguardanti il suo prossimo mandato riguarda la possibilità di far parlare gli arbitri italiani subito dopo una partita davanti ai giornalisti, come avveniva in passato. La posizione di Nicchi non è contraria, ma nemmeno del tutto favorevole: «È un passo delicato su cui rimango dubbioso, ma è un progetto su cui lavoro da tempo, fa parte del mio programma. A bocce ferme tutto è spiegabile, ma leggendo sui giornali vedo che si dà del matto ad un arbitro (accusa del presidente del Genoa Enrico Preziosi, ndr). La regola verrebbe per tutti, ma far parlare un arbitro adesso, con la mentalità attuale, servirebbe solo a fargli ammettere un errore – spiega Nicchi a Radio Anch’io Sport . Conoscere meglio gli arbitri? Abbiamo giornalisti che già li conoscono, ma preferiscono parlare magari di un rinnovo di contratto di un calciatore. Per quanto si conosca un fischietto, oggi si pensa ancora solo al suo errore».

AIA, NICCHI: «MOVIOLA? SIAMO PRONTI» – Partita invece la sperimentazione per la moviola in campo: per ora c’è, ma non si vede, nel senso che ancora non è di supporto agli arbitri durante i novanta minuti, cosa che invece succederà in futuro. «Mi auguro sia di aiuto ad eliminare i dubbi, ma bisogna vedere, bisogna credere nel lavoro delle persone, rispettare i giocatori ma anche gli arbitri – dice Nicchi – . Alla fine UEFA e International Board FIFA decideranno il protocollo, la sperimentazione è complessa, ma noi siamo pronti a iniziare».