Ancelotti a Veltroni: «Io a vita a Napoli. Juve? Non è imbattibile ma serve un miracolo»

Ancelotti a Veltroni: «Io a vita a Napoli. Juve? Non è imbattibile ma serve un miracolo»
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A tutto Carlo Ancelotti. Il tecnico del Napoli si racconta nel corso di un’intervista a Veltroni. Ecco le sue dichiarazioni

Carlo Ancelotti si racconta nel corso di un’intervista a Walter Veltroni, ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Il tecnico del Napoli ha parlato del suo rapporto con la città, delle meraviglie di Napoli, del suo arrivo a Napoli, della lotta con la Juve e di tanto altro. Queste le parole di Ancelotti al momento del suo arrivo in azzurro: «Ho parlato con la società, ho cercato di capire i loro pro­getti. La squadra già la cono­scevo e mi piaceva. Dopo, pia­no piano, ho iniziato il processo senza stravolgere quello che già facevano molto bene con Sarri. Il Napoli è una squadra che ha conoscenza, per tre anni ha fatto un determinato e rigo­roso lavoro e questo bagaglio si riconosce molto bene a livello di sapienza tattica: i ragazzi so­no molto bravi. Dopo, piano piano, cerchiamo insieme di modificare il sistema di gioco. Naturalmente con la condivi­sione dei gioca­tori. Non faccio mai una cosa se i giocatori non so­no convinti di farla. Mi diceva Sacchi che ci so­no due modi di convincere le persone: per per­suasione o per percussione. Io preferisco la per­suasione. Però magari anche l’altro sistema è efficace».

Ancelotti non ha escluso un lungo futuro a Napoli: «Manager all’inglese a Napoli? Mi piacerebbe molto. Forse qui ci sono le caratteristiche adatte a un progetto simile. Di Napoli mi piacciono tante cose. Ovviamente il paesaggio e la luce. Il golfo di Napoli, con Capri di fronte. Il Vesuvio: ti svegli la mattina e hai questa fotografia emozionante davan­ti. Poi che ha Napoli? La gente è molto disponibi­le. Il napoletano non si prende troppo sul serio. E’ gente allegra, disponibile, aperta. Mi piace poi la passione che c’è dietro questa squadra. Passione e ri­spetto. Tutti pen­sano che Napoli sia sempre un grande, esuberante, putiferio. A me piace frequentare la città, vado per strada, nei ristoranti e nessuno mi ha mai disturbato, sono molto rispettosi. Forse perché mi vedono un po’ vec­chio».

Il tecnico ha parlato delle potenzialità della sua squadra: «Dove può arrivare il Napoli? Non lo sappiamo, secondo me questa squadra ha tante potenzialità e lo ha dimostrato nel girone di Champions, che era difficilissimo. Siamo cresciuti molto in personalità, convinzione, perché queste partite aiutano a crescere. Siamo una squadra che non può giocare a basso ritmo. Per riuscire dobbiamo lavorare sempre a ritmo alto. Se abbiamo il miglior centrocampo d’Italia? Ne sono convinto. Allan, Fabiàn Ruiz, Hamsik, Diawara, Zielinski, Ounas. Sei centrocampisti di alto livello. Nella completezza siamo molto competitivi». Poi sulla Juve: «La Juve è molto forte, molto continua, però inarrivabile no. Nella mia esperienza di calcio non ho ancora trovato squadre imbattibili. Certo, per stare al passo con la Juve, devi fare miracoli».