Ancelotti-Bayern, filtra qualche dettaglio sui contrasti

Ancelotti-Bayern, filtra qualche dettaglio sui contrasti
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Carlo Ancelotti è lontano dal Bayern Monaco, ma cominciano a uscire i particolari delle frizioni con i suoi ex giocatori

Dopo aver fissato con Carlo Ancelotti le complicate pratiche economiche che ogni esonero comporta, Jan-­Christian Dreesen, tesoriere del Bayern, giovedì scorso ha cercato di rilassarsi con una battuta di caccia nel vicino Tirolo. Ma a sera inoltrata un colpo è partito accidentalmente dal suo fucile e gli ha aperto la mano sinistra. Operato d’urgenza, gli è stato amputato l’indice, come riporta “La Gazzetta dello Sport”. Non passa giorno che al Bayern non capiti un imprevisto, e anche dopo la partenza del clan degli italiani, colpevoli di tutto, secondo le nenie bavaresi. Anche Franck Ribéry, la cui miglior prestazione atletica recentemente è stata il lancio della maglia dopo una sostituzione, dovrà sottoporsi a lunghe cure. Ieri è stata confermata la lesione al legamento collaterale esterno del ginocchio sinistro. Il francese si era infortunato domenica a Berlino cercando di controllare un passaggio: non è previsto l’intervento chirurgico, bensì una terapia conservativa. Si parla però di uno stop che può durare tre mesi: dovrebbe tornare dopo la pausa, come Manuel Neuer. Chiunque sia il nuovo allenatore – Thomas Tuchel resta favorito – non dovrà temere nei primi periodi le sfuriate di Kaiser Franck.

GRUPPI DIVISI – Chiamatelo pure periodo sfortunato, ma un conto sono gli incidenti, un altro le soffiate per mettere in cattiva luce gli ancelottiani. Questa è una pratica nota a Monaco: anche Pep Guardiola passò di colpo da idolo a aguzzino, per il solo motivo di non aver voluto rinnovare il contratto, di aver detto no al grande Bayern. Sul Kicker uscirono tutte le restrizioni imposte ai giocatori anche nei giorni liberi, dalle diete al massimo di km di distanza da Monaco consentiti (non più di 200). E sullo stesso magazine ieri sono stati rivelati molti retroscena del matrimonio fallito, senza interviste dirette ma con molti particolari «senza virgolette». Arjen Robben si era lamentato per la scarsa intensità degli allenamenti, secondo l’olandese anche nella D-­Jugend (paragonabile agli Esordienti in Italia) – dove gioca suo figlio – ci si allenava meglio. Lui, Neuer, Müller e Boateng hanno chiesto di poter lavorare di più e anche da soli e l’allenatore avrebbe negato il permesso, però alcuni gruppetti di giocatori avrebbero organizzato sedute lontane dal centro sportivo di Saebenerstrasse. Anche Lahm e Xabi Alonso nella scorsa stagione avevano espresso lamentele sullo stesso tema. Da altre accuse viene confermato anche che la fazione tedesca (cui appartengono anche i veterani stranieri Robben e Ribery) non vedeva di buon occhio il gruppo latino, con cui Ancelotti avrebbe avuto un feeling troppo intenso. Gli incontri senza tedeschi avrebbero creato un «clima avvelenato nello spogliatoio».