Audero e la consacrazione a Venezia: «Mi trovo bene qui»

Audero e la consacrazione a Venezia: «Mi trovo bene qui»
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Emil Audero cerca di crescere a Venezia, con l’obiettivo Juventus fisso in testa: «Un domani voglio tornare in bianconero»

«Prima di prendere Audero abbiamo parlato con Buffon e Filippi, il preparatore della Juventus che aveva lavorato con me a Siena». Il retroscena lo racconta il direttore sportivo Giorgio Perinetti, che dal momento in cui il Venezia è stato promosso in serie B ha pensato assieme al tecnico Pippo Inzaghi di puntare sul 20enne portiere di origini indonesiane che alla Juventus ha fatto tutta la trafila giovanile: dagli Esordienti al debutto in serie A dello scorso 27 maggio (Bologna-Juventus 1-2), ultimo atto prima di Cardiff. Emil Audero racconta il salto dalla finale di Champions a un club neopromosso in B: «È un’esperienza che volevo per giocare con continuità e crescere. A Venezia ho trovato una società molto organizzata e mi trovo bene. Ma io mi sento sempre un giocatore della Juventus, mandato a fare esperienza. Il mio obiettivo è tornare un domani in bianconero».

JUVE NELLA TESTA – Nella lista dei 48 juventini in prestito per l’Italia e l’Europa lei è uno di quelli con più chance, ma Audero è realista ai microfoni di “Tuttosport”: «Giocare in porta nella Juventus è difficilissimo. Il mio sogno però è quello e per realizzarlo sono consapevole che devo sfruttare al massimo questi anni in prestito, a partire dalla stagione qui a Venezia». La partenza in B è stata ottima: non ha ancora subito reti ed è stato protagonista di interventi eccellenti. «Il merito è di tutta la squadra e siamo soltanto all’inizio. Comunque sono contento». Cosa l’ha impressionata di Inzaghi? «Innanzitutto sapeva tutto di me: un po’ perché mi aveva affrontato ai tempi degli Allievi e della Primavera del Milan e poi perché è molto amico di Paratici. Di Inzaghi apprezzo soprattutto l’ambizione, che poi è anche la mia. Lui ha i suoi motivi, io i miei: ma entrambi vogliamo arrivare in alto». Potesse fare il “copia e incolla” di una qualità di Buffon? «Parliamo del miglior portiere di sempre: Gigi è il top in tutto. Se devo scegliere un aspetto, dico il piazzamento sui tiri. Mi piacerebbe avere anche il suo carisma, la sua umanità. I primi anni gli davo del “lei”, poi grazie a lui mi sono sciolto. Ultimamente mi chiamava “gattone”».