Buffon prima del Real: «Champions e Pallone d’Oro: sarebbe un finale perfetto»

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Il portiere e capitano della Juventus, Gigi Buffon, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della finale di Champions contro il Real Madrid

Massimiliano Allegri, Dani Alves e Gigi Buffon sono intervenuti in conferenza stampa per presentare l’attesa finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Queste le parole del portiere bianconero: «Si sente la spinta della gente che vuole portare a casa questa coppa, si sente questo entusiasmo e questo sicuramente deve essere un ingrediente e un elemento in più per far sì che nei momenti di sofferenza, che ci saranno, noi si vada a trovare energie sconosciute per poter controbattere e resistere alla foga del Real e alle difficoltà della partita. Il giocatore più vecchio a vincere la Champions? Mi provocherebbe gioia immensa perché quando arrivi a questo punto sai perché ci sei arrivato e quello che ci hai dovuto mettere. E’ bello ricevere un premio dopo averlo voluto e sudato e non c’è niente di più bello che poterlo dividere insieme a un gruppo di lavoro che ha fatto quanto e più di te per portare la squadra a questo punto. Cristiano Ronaldo è un momento sportivo da prendere ad esempio per tutti, grandi e piccoli. A 39 anni pensavo di non aver quasi niente da imparare sotto l’aspetto emozionale, sotto l’aspetto degli insegnamenti che ti può dare un compagno e quest’anno parlando con Dani Alves ho imparato un sacco e non mi capitava da un sacco. Mi ha motivato tanto capire perché giocatori del genere riescono a vincere sempre e a non essere mai sazi. Bisogna avere anche l’umiltà per mettersi a disposizione per apprendere al meglio quello che un compagno ha da darti».

LE PAROLE DI BUFFON – Prosegue il portiere: «Emozioni diverse rispetto al passato? Le vigilie di queste gare sono tutte uguali e ti provocano gli stessi sentimenti: grande concentrazione, giusta e moderata paura, giusto rispetto per gli avversari, grande consapevolezza di ciò che siamo noi che poi deve essere l’arma che ci deve far affrontare la gara nel piglio giusto. A inizio anno ho detto ‘spero che Dani ci insegni a vincere la Champions’? Sì, gli ho mandato anche un messaggio così quando ha firmato e lui ha detto che mi ce l’avrebbe fatta e ad oggi è stata una vera rivelazione ma non nel calcio, c’è il dietro le quinte che gli altri non conoscono che è più importante e determina di più. C’è fiducia per domani ma con la giusta dose di umiltà perché giochiamo con una squadra che ha un certo feeling con le finali vinte, noi con quelle perse, ma i due estremi si toccano e magari domani potremo cambiare le sorti della storia. Paragoni con Cristiano Ronaldo? Facciamo ruoli diversi e non ci deve essere confronto, io devo solo difendermi e lui il più delle volte può solo attaccare e di conseguenza non posso fare di più che non prendere gol mentre lui può determinare di più. Mi fa piacere che se ne parli ma non va a intaccare il mio equilibrio. Pallone d’Oro? Ritengo gratificante queste voci ma al momento sono secondarie perché per me e per noi conta solo vincere domani, eventualmente vedremo in futuro. Keylor Navas? Ha vinto più Champions di me e dopo il Mondiale del 2014 ha fatto cose eccezionali e si è confermato anche nel Real Madrid e non è semplice. Notti insonni? No, nel pomeriggio pre-gara qualcosa di solito lascio, speriamo di recuperarlo. Giocheremo con il tetto coperto? E’ stato fatto per poterlo chiudere, penso sia una cosa più che normale. Ho già giocato altre volte con il tetto chiuso, ad Amsterdam con l’Ajax e nel Mondiale del 2002 in Giappone e non c’è grande differenza».

ANCORA GIGI BUFFON – «Le mie emozioni saranno diverse rispetto a quelle che potrà provare un giovane o rispetto a Dani che ha ancora 4-5 anni di calcio davanti a sé, io questo lo escludo. Sarà una partita importante per me e intendo giocarla senza avere alcun tipo di rimpianto, questo è il mio imperativo per la gara e spero di poterci riuscire perché siamo un gruppo compatto e fondato sull’altruismo e so che una mia buona-ottima prestazione potrebbe aiutare la squadra e questo sarebbe il regalo più grande che vorrei fare ai miei compagni. Serenità? C’è un gioco di equilibrio che ognuno di noi si induce perché nel momento in cui vedi l’ansia prevalere metti sul piatto ciò che sei e ciò che sai fare, questo è il mio modo per poter affrontare queste gare. Ronaldo e Benzema? Non li ho ancora sognati perché oltre a loro ci sono tanti giocatori del Real che potrebbero farci male e una notte non basterebbe e il pomeriggio devo giocare. Zidane? Non mi sorprende perché il pedigree del vincente che aveva da giocatore lo ha mantenuto anche da allenatore però alcune volte non ha vinto nella vita perché la vita è fatta ogni tanto di qualche sconfitta e mi auguro che possa accadere domani perché non rovinerebbe nulla a una carriera fantastica come la sua. Quanto è importante vedere la campagna per il Pallone d’Oro? Nel calcio come nella vita non c’è nulla di mortificante come la noia. Quando si pensa al Pallone d’Oro non si può prescindere da Messi e Cristiano Ronaldo ma se le valutazioni vengono date per i trofei vinti allora è un altro tipo di discorso. Chiunque fa sport può conoscere benissimo quali sono le emozioni di un ragazzo di 39 anni che non avrà altre opportunità per cui questa partita è un grande valore e molti si immedesimano nella mia storia: ho ricevuto più di quello che ho fatto, sarebbe un finale quasi perfetto, e alla gente piacciono le favole».