Closing Milan, Galliani: «Oggi non si farà»

closing milan donnarumma berlusconi berlusconi
© foto www.imagephotoagency.it

Closing Milan: poche ore alla chiusura ora. Prende forma la cordata cinese, Li (papabile presidente) incontrerà Berlusconi. Nel nuovo cda rossonero possibile la presenza di altri due italiani: Patuano e l’ex presidente della Roma Cappelli

Closing Milan, le parole dell’amministratore delegato rossonero Adriano Galliani – 3 marzo, ore 10.33

C’era attesa per l’assemblea generale dei soci del Milan, tenutasi questa mattina e presieduta dall’ad rossonero Galliani. Inizialmente la riunione era stata programmata per l’annuncio della vendita del club, ma Sino Europe-Sports ha chiesto un’ulteriore proroga di un mese facendo così nuovamente slittare l’affare. Slittamento che è stato annunciato a inizio assemblea dallo stesso Galliani: «Oggi non si farà il closing, non si sono verificate le necessarie condizioni. Fininvest sta comunque valutando positivamente la possibilità di trovare un accordo in tempi brevi per la cessione del Milan con Ses».

Closing Milan, Berlusconi infastidito – 3 marzo, ore 7.30

Per usare un eufemismo si potrebbe scrivere che Silvio Berlusconi non ha preso benissimo l’ennesimo rinvio del closing. Il proprietario del Milan è inquieto, segnala La Gazzetta dello Sport. L’umore non è alle stelle e le frasi del Cavaliere negli ultimi giorni lo hanno testimoniato, ma il presidente sembra disposto a concedere un’ulteriore dilazione temporale a Sino Europe Sports nonostante sia infastidito dalla piega degli eventi. Fininvest e Ses anche ieri hanno lavorato per arrivare all’accordo per l’ennesima proroga, bisogna rimodulare molte pagine del contratto per rinviare il tutto al 31 marzo, diventata una data più probabile rispetto al 7 aprile. Da entrambe le parti c’è voglia di arrivare a un accordo, sia per la proroga che per il pagamento della terza caparra, da adempiere entro la prossima settimana.

Closing Milan, possibili nuove date e retroscena – 2 marzo, ore 19.30

Nuovo slittamento del closing per il Milan. Studi legali al lavoro sulle bozze per il nuovo accordo, che prevede una nuova caparra da 100 milioni di euro entro il 10 marzo. Successivamente verrà fissata, secondo quanto riporta Premium Sport, la nuova data del closing: possibili le date del 3 e del 7 aprile, ma bisogna attende il comunicato congiunto di Fininvest e Sino-Europe Sport. E spuntano anche dei retrosceni: per la chiusura sarebbero mancati 160 milioni di euro a causa della rinuncia di alcuni investitori, con tanto di cambiamento di struttura finanziaria (da fondo a società di capitali offshore) a causa della stretta del governo cinese.

Closing Milan, le nuove date – 2 marzo, ore 8.23

Le possibilità di vedere il Milan ancora nelle mani della famiglia Berlusconi sono remote, nonostante le frasi dell’ex Premier. Difficile che il Cavaliere mantenga il possesso del club, anche perché è molto impegnato nell’ultimo periodo anche su un altro fronte, quello tra Mediaset e Vivendi, e quindi è in discussione pure la sua carica potenziale di presidente onorario. Entro il dieci marzo intanto arriveranno altri cento milioni di caparra, che vanno a formare una solida garanzia di trecento milioni di euro da agosto 2016 a oggi: se la cessione non si concretizzasse, comunque Fininvest sarebbe autorizzata a prendersi la quota per intero. Oggi comunque dovrebbe essere ufficializzato il nuovo slittamento del closing e le possibili date sono 31 marzo e 7 aprile, in entrambi i casi di venerdì. Sino Europe Sports e Fininvest dovrebbero diramare un comunicato congiunto in cui annunciano i prossimi step, scrive La Gazzetta dello Sport. Tutto rimandato anche per Marco Fassone: avrebbe dovuto rilasciare le prime dichiarazioni da ad del Milan prima della sfida col Chievo, sarà costretto ad aspettare.

Closing Milan, Berlusconi: «O arrivano i soldi o mi tengo il club» – 1 marzo, 22.10

Silvio Berlusconi inizia ad avere più di una riserva in merito alla situazione legata alla cessione societaria del Milan a Sino-Europe Sports: «O arrivano i soldi o mi tengo il Milan» il senso della dichiarazione rilasciata dal presidente rossonero ai suoi ‘fedelissimi’ e riportata dall’agenzia AGI. Ultime ore decisive in cui Berlusconi sta valutando la possibilità di concedere un’ulteriore proroga al gruppo asiatico: la decisione finale, in ogni caso, verrà presa entro venerdì.

Closing Milan, Berlusconi cambia atteggiamento – 1 marzo, ore 20,48

Silvio Berlusconi non nasconde la preoccupazione per lo slittamento del closing per la cessione della società a SES. Il presidente uscente del Milan va verso un atteggiamento più intransigente nei confronti della cordata cinese e potrebbe non tollerare ulteriori ritardi nel pagamento finale. Berlusconi, come raccolto dall’AGI, resta ottimista sulla chiusura della cessione, ma potrebbe non accettare la carica di presidente onorario del club.

Closing Milan, nuovo slittamento? In corso ulteriori incontri e riunioni – 1 marzo, ore 17.55

Novità sul futuro societario del Milan. Secondo “Sky Sport” sono in corso ulteriori incontri e riunioni per capire se arriverà proprio oggi la richiesta ufficiale di SES per la proroga. La proroga potrebbe essere di 35 giorni e si arriverebbe così al 5-10 aprile per la chiusura dell’affare. Tutto però dipenderà dal nuovo versamento che i compratori dovranno effettuare assolutamente entro venerdì 10 marzo: altri 100 milioni di euro, la terza caparra (si arriverebbe così a 300 milioni di euro), per rinviare la trattativa. Oggi dunque dovrebbe arrivare la richiesta ufficiale di SES per la proroga.

Closing Milan: le ipotesi e lo scoramento – 1 marzo, ore 8.17

Si va verso lo slittamento del closing di un mese, anche se non è ufficiale il Milan potrebbe dover aspettare altri trenta giorni o quasi per cambiare proprietà. Due investitori si sarebbero sfilati all’ultimo momento e per questo Li Yonghong avrebbe chiesto una proroga. Quasi certamente verrà versata un’altra caparra da cento milioni di euro, in caso di slittamento delle trattative allora si dovrebbe andare a venerdì 31 marzo con firma a piazza Belgioioso (sede dello studio legale ‘Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners‘) o Villa Certosa. Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport sembrano decadere le ipotesi di un closing ridotto o di un Berlusconi intenzionato a chiudere le trattative per la cessione, i prossimi giorni – o comunque il prossimo closing – saranno decisivi. Intanto tra i tifosi cresce il malcontento, sui social si avverte il forte scoramento dei fan del Milan, i quali si sentono traditi e non capiscono come mai non venga fatta chiarezza una volta per tutte sulla vicenda.

Closing Milan slitta ancora di un mese? – 28 febbraio, ore 20.20

La notizia del giorno è senz’altro clamorosa: i soci cinesi di Sino-Europe Sports, cordata pronta a rilevare le quote societarie del Milan, sembrano essere spariti, ragion per cui l’Assemblea del club prevista il 3 marzo non porterà a nessuna sottoscrizione definitiva. La redazione di SportMediaset, facendo il punto della situazione, fa filtrare la posizione del gruppo Fininvest che rimane comunque fiduciosa sulla buona riuscita della trattativa per la cessione del club. Insomma, le complicazioni ci sono, tuttavia, il closing potrebbe slittare ancora di un altro mese. Nelle ultime ore, infatti, sta prendendo piede l’ipotesi di una nuova proroga insieme a quella di un’altra caparra di 100 milioni di euro da versare subito. Restiamo, dunque, in attesa del 1 e del 3 marzo, ragion per cui SES ha ancora tre giorni di tempo per versare i 320 milioni di euro mancanti e necessari per l’acquisizione della società rossonera. Questi i quattro scenari possibili: risoluzione di tutti gli intoppi entro venerdì con il pagamento dei 320 milioni di SES, concessione di una nuova proroga da parte di Silvio Berlusconi, fallimento della trattativa o nuovo accordo tra le parti per tramutare i soldi versati da Sino-Europe in una percentuale di azioni.

Closing Milan: Sino-Europe Sports è sperita? – 28 febbraio, ore 17.55

ADNKronos riporta indiscrezioni clamorose sul closing del Milan, che ormai diventa un mistero. Secondo quanto riportato, i soci cinesi di Sino-Europe Sports sembrano spariti: il futuro amministratore delegato rossonero Marco Fassone non riesce più a mettersi in contatto con i referenti del fondo cinese, con l’Assemblea del club prevista il 3 marzo. L’ex dirigente di Inter e Juventus, insieme ad un giornalista di Milan Tv, stava organizzando la conferenza stampa in occasione del closing, ma la situazione non sembra positiva. Attesi aggiornamenti.

Closing Milan: il comunicato del Milan – 28 febbraio, ore 14.50

Il closing è ancora tra i top trend in casa Milan, ma i ritardi sulla chiusura sono ormai all’ordine del giorno. Ecco il comunicato apparso sul sito rossonero: «AC Milan informa che, in considerazione di quanto comunicato alla società dall’azionista di maggioranza Fininvest S.p.A., l’assemblea dei soci avrà luogo in seconda convocazione il 3 marzo 2017 alle ore 09.30 presso Casa Milan». Quest’ultima era, appunto, prevista, in prima convocazione nella giornata di domani. Episodio che, dunque, allungherebbe ulteriormente i tempi.

Closing Milan: venerdì il grande giorno, ma rimangono ancora dei dubbi – 28 febbraio, ore 13.31

A ormai pochi giorni dal tanto atteso closing, previsto per venerdì, si apre un nuovo piccolo caso nella trattativa. Sono infatti queste le parole riportate da AgiChina, pronunciate dalla responsabile di China Merchant Bank, banca che si pensava fosse tra i soci di Li che investiranno nell’acquisto del Milan: «Non sappiamo niente dell’investimento di China Merchant Bank. Noi siamo quotati in Borsa, quindi trasparenti. Una notizia del genere, se fosse vera sarebbe già stata pubblica da un po’». Un altro possibile investitore si tira dunque fuori dalla questione e allora cresce il dubbio, da dove arriveranno i soldi in questi giorni? Questo dubbio non deve essere però, secondo Sky Sport, fonte di pessimismo nei confronti del buon esito della trattativa ma più che altro crea un po’ di apprensione negli ambienti rossoneri, in quanto per ora la lista definitiva degli investitori non è ancora stata consegnata e di conseguenza non è neanche stato fatto il versamento. Nonostante ciò le voci lanciate da diversi siti relative a mancanza di denaro o eventuali proroghe sono state smentite sia dalla cordata, che dallo stesso Milan e sono dunque da ritenere false.

Closing Milan: due italiani nel nuvo Cda rossonero

Meno quattro giorni e calerà il velo di mistero che finora ha riguardato la cordata cinese capitanata dal fondo di investimenti Sino Europe intenta ad acquistare il Milan. Già nelle prossime ore dovrebbero arrivare i 320 milioni di euro promessi dagli investitori a Silvio Berlusconi, che ha un incontro programmato con il capo-cordata Yonghong Li, colui che nella pura teoria dovrebbe diventare il nuovo presidente rossonero, a meno che Berlusconi non chieda di rimanere in sella ancora un po’ (con un ruolo operativo, ma non tropp): in quel caso Li assumerebbe la carica di vice-presidente vicario ed avvierebbe la nuova politica finanziaria milanista insieme all’amministratore delegato Marco Fassone. Resta ovviamente da comprendere da chi è composto il resto del fondo di investimento milanista: si parla da tempo ormai di ricchi magnati cinesi, i cui nomi però non sono stati mai svelati. Filtrano i nomi di diverse aziende e diverse banche, come China Construction Bank e China Merchants Bank, ma tutto quello che si sa, per adesso, è che la nel corso dell’ultimo anno la corda ha cambiato più volte conformazione nei suoi membri.

Closing Milan: due italiani coinvolti, c’è l’ex Roma Cappelli

Di certo, prima ancora di procedere alla chiusura con Fininvest, i nuovi investitori cinesi metteranno sul piatto i nomi di chi dovrà ricoprire le cariche più importanti del Milan del futuro. È assodato che, con quasi totale certezza, la cordata asiatica si affiderà, oltre a Fassone, anche ad altri nomi italiani che ben conoscono la società rossonera e soprattutto le politiche di mercato italiano. Come riporta La Stampa, ne spuntano un paio: uno sarebbe Marco Patuano, attuale amministratore delegato di Benetton ed ex responsabile finanziario di TIM, noto tifoso milanista. L’altro invece sarebbe Roberto Cappelli, ex presidente della Roma nel periodo di transizione tra la famiglia Sensi e l’attuale proprietà americana, ex membro del cda giallorosso ed avvocato specializzato in corporate.