Costa: «Che emozione il gol al Milan e sul gesto a Icardi…» – ESCLUSIVA

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Andrea Costa è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per parlare dell’emergenza Coronavirus e della sua carriera da calciatore

Andrea Costa è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calcionews24.com per parlare dell’emergenza Coronavirus e delle tappe salienti della sua carriera, con un’attenzione particolare a presente e futuro.

Alla Reggio Audace è uscito il primo caso di Coronavirus con Favalli. Come avete vissuto questa notizia e qual è la situazione attuale nel club?

«La situazione è sotto controllo adesso, il ragazzo è risultato negativo dopo il secondo tampone. Noi per fortuna non abbiamo avuto nessun altro contagiato. Diciamo che la quarantena per noi è stata anticipata di circa due settimane rispetto alle altre squadre, però si è tutto risolto adesso».

Come vedi la possibile ripresa della Serie A e la questione taglio stipendi?

«La vedo difficile, credo che faranno di tutto per ricominciare, ma è certo che sarà una situazione particolare. Gli stipendi? È un argomento un po’ delicato ed è sempre difficile parlare di soldi, vedremo cosa decideranno. Se il campionato dovesse riprendere, però, non vedo grossi stravolgimenti: nel caso in cui la stagione finisse davvero qui, allora le società naturalmente avrebbero ragione a chiedere un aiuto ai propri calciatori».

La Sampdoria è stata la tua esperienza più importante in carriera.

«La Samp rappresenta un periodo bellissimo della mia carriera, tre anni sofferti ma belli a livello personale e di squadra. La prima stagione è stata stranissima, partita nel peggiore dei modi e conclusasi con un trionfo incredibile, forse reso ancor più bello proprio da tutta la sofferenza precedente. Il ricordo più bello è senza dubbio il gol a San Siro contro il Milan».

Oltre alle tue prestazioni sul campo, sei rimasto nel cuore dei tifosi blucerchiati per quella famosa frase pronunciata verso Icardi in Sampdoria-Inter del 2014, dopo la sua esultanza provocatoria verso la Sud. Come ricordi quella giornata? Hai poi chiarito con lui? 

«Non ho chiarito, non ne ho mai avuto modo e onestamente c’era anche poco da chiarire. È stata una reazione spontanea, io ero anche in panchina in quella partita e mai più avrei pensato di essere inquadrato dalle telecamere (ride, ndr). È stato un gesto venuto dal cuore, nei confronti di un ragazzo che conoscevo molto bene, e che fino a poco tempo prima giocava con noi: il suo non è stato un atteggiamento molto bello non solo nei confronti dei tifosi, ma anche nei nostri. Era già una partita carica di emozioni per tanti aspetti, in più stavamo perdendo: poteva anche evitarsela. Poi è finita lì, per carità». 

Quando appenderai gli scarpini al chiodo che farai? Hai intenzione di diventare allenatore?

«Ci sto pensando, allenare vedo che è molto difficile ma allo stesso tempo mi piacerebbe. Forse è la cosa che mi piacerebbe fare più di tutte, ma penso di avere ancora qualche annetto a disposizione per pensarci su».

Intervista a cura di Paolo Priolo.