Criscito, amore rossoblù: «Ritorno al Genoa? Ho ascoltato il cuore. Ora torniamo ambiziosi»

Criscito, amore rossoblù: «Ritorno al Genoa? Ho ascoltato il cuore. Ora torniamo ambiziosi»
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Mimmo Criscito, difensore del Genoa, ha parlato del suo ritorno in rossoblù. Ecco le sue dichiarazioni

Mimmo Criscito, in estate, ha deciso di compiere una scelta di vita, l’ennesima. Il difensore del Genoa ha detto addio allo Zenit San Pietroburgo e aveva tante offerte per tornare in Italia ma ha detto sì al suo primo amore, il Genoa. Il calciatore ha parlato così alla Gazzetta dello Sport: «Tante offerte? Eppure sono tornato. “Riec­comi, dov’erava­mo rimasti?”: non ho avuto dubbi quando mi ha chiamato il presidente. L’esperienza di San Pietroburgo è stata splendida, ma ciò che provo per la maglia del Genoa è davvero qualcosa di specia­le. Io una bandiera? Ormai è sempre più raro tro­vare giocatori che restano a lungo nella stessa piazza. Qualcuno pensa ai soldi, altri alla carriera o all’Europa. Io ho ascoltato il cuore. Adesso vo­glio far sì che questa piazza possa tornare a essere ambi­ziosa». Criscito ha poi parlato dei suoi tecnici: «Spalletti? Mi ha aiutato tanto, soprat­ tutto nei miei primi mesi in Russia, ma anche altri tecnici, da Lucescu a Villas­Boas e Mancini, hanno avuto grande rilievo nel mio percorso profes­sionale».

Il difensore del Genoa ha analizzato l’attuale stagione dei rossoblù, ora guidati da Juric: «Penso che al Genoa, per emer­gere, manchi solo un po’ di buona sorte. Sin qui la squadra ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato. Ci mancano due pareggi con Milan e Napo­li, oltre alla vittoria con l’Udi­nese. Ma se pen­siamo alle pre­stazioni, il no­stro cammino è stato eccellente e sono certo che ora arriveran­no pure i risultati. C’è tutto per riuscirci: giocatori esperti e giovani co­me Piatek, Kouamé e Biraschi che ci stanno aiutando molto». Chiosa sull’amicizia con il doriano Quagliarella: «Con Fabio ho un rapporto ec­cezionale. Lo conosco da tanti anni, siamo stati in Nazionale insieme: oltre a essere un gran­de giocatore, è una grande per­sona. Le spiego questo: per me sono amici le grandi persone, non i grandi calciatori. E Qua­gliarella, appunto, lo è. Poi, per carità, in campo non ci sono amici: quando abbiamo gioca­to il derby, se avessi dovuto da­re una… legnata a Fabio, gliela avrei data senza problemi… Ma il rapporto umano è tutta un’altra cosa».