Derby d’Italia, Ronaldo: «Juventus avanti, ma l’Inter deve giocare con coraggio. La vergogna del ’98 non è ancora passata»

Derby d’Italia, Ronaldo: «Juventus avanti, ma l’Inter deve giocare con coraggio. La vergogna del ’98 non è ancora passata»
© foto www.imagephotoagency.it

Il Fenomeno Ronaldo è stato intervistato da “La Gazzetta dello Sport” in vista del big match di stasera tra Juventus e Inter

Il grande giorno è arrivato, Juventus e Inter si affronteranno stasera per un big match che vale un pezzo di stagione. Per i bianconeri un allungo forse decisivo per il campionato, per i nerazzurri un passo fondamentale per tornare in corsa. “La Gazzetta dello Sport”, oltre a Del Piero, ha intervistato anche “Il Fenomeno” Luis Nazario da Lima Ronaldo. Queste le sue parole: «Io il vero Ronaldo? Mi diverte, ma non ha senso. Siamo così diversi io e CR7. Nove anni di distanza, il periodo in cui abbiamo giocato. Il calcio è cambiato e cambia sempre più in fretta. Ma anche l’impatto con il calcio italiano. Io sono arrivato a 20 anni, dopo aver fatto qualcosa con PSV e Barcellona, ma non tutto. Dovevo ancora dimostrare di essere un campione. CR7 è arrivato a 33 anni da campione già fatto e finito con centinaia di vittorie sulle spalle».

Ronaldo continua su CR7: «Per la Juventus è un enorme valore aggiunto ma non l’avrebbe mai scelta se non avesse calcolato di arrivare in uno dei top club europei. Quando scelsi l’Inter fu diverso: Moratti mi chiese di far diventare i nerazzurri una grande squadra, e un po’ forse la diventò anche. Certo, tecnicamente non eravamo neanche lontanamente paragonabili alla Juventus di adesso. Ma ho grande nostalgia di quel periodo, ci divertivamo molto ed eravamo un bellissimo gruppo. I miei infortuni? Sfortuna si, ma non solo. Se CR7 a 33 anni è così in forma non è un caso o un dono di natura. Pochi giocatori al mondo mettono la stessa attenzione nel proprio fisico e nel migliorare completamente. Io ero l’opposto, mi allenavo perché dovevo, lui lo fa perché ama farlo. L’avessi fatto quanto lui… In sostanza siamo abbastanza diversi, anche per il ruolo se vogliamo. Arrivavo alla porta in un modo diverso rispetto a lui, anche se adesso gioca più al centro. Magari prima un assist lo appagava quanto un gol, adesso sicuro no: ecco, per la voglia di gol siamo abbastanza uguali».

“Il Fenomeno” si sofferma poi sull’argomento Pallone d’Oro: «Se sarei andato alla premiazione sapendo di essere secondo? Non so, ognuno si regola come crede, non sono fatti miei. Modric e non Ronaldo? Noi giocatori l’abbiamo sempre saputo, è un premio influenzato dai risultati e dal Mondiale. In Russia la Croazia di Modric ha fatto meglio del Portogallo di Cristiano Ronaldo. Io lo vinsi nel 2002 grazie al Mondiale, ma proprio per questo quello del ’97 per me ha un valore più grande. Avevo vinto qualcosa con il Barcellona, ma l’ho sempre considerato un riconoscimento personale. Se ricordo quando l’ho mostrato a San Siro? Non mi ricordo neanche cosa ho mangiato oggi…».

Il Fenomeno sul Derby d’Italia

Ronaldo passa poi a Juventus-Inter: «L’1-0 del ’98 con l’assist per Djorkaeff? Ricordo indelebile, anche perché fu la prima vittoria di Moratti contro i bianconeri, eravamo tutti molto emozionati. Non sarà facile per l’Inter batterla stasera. La Juve è più forte di tutte le altre e sta staccando tutti come prevedibile già in estate. In tempi brevi è irraggiungibile, soprattutto con l’Inter all’interno del Financial Fair Play. I nerazzurri stanno recuperando poco a poco, ma da luglio potranno accelerare. Suning come Moratti, hanno la stessa voglia di vincere. L’Inter deve andare a Torino con coraggio, perché è una di quelle partite che può dare più forza che punti in classifica. Anche se non ci sono reali possibilità di vincere lo scudetto, fare una grande partita vuol dire certificare una crescita. Sperando non finisca come nel ’98, una vergogna che dura da vent’anni. E lo dissi senza sapere tutto quello che venne dopo. Ma adesso le cose stanno andando meglio, anche grazie alla Var nonostante le polemiche. Se hanno scelto di usarla ai Mondiali e in Champions un motivo ci sarà. E se si è sperimentata in Italia forse è proprio perché qualche problemino magari c’era…».