Di Francesco, come ti cambio la Roma

Di Francesco, come ti cambio la Roma
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Eusebio Di Francesco è arrivato fra molto scetticismo, ma ha dato alla Roma una sua impronta: la Champions è la testimonianza

Come Eusebio ha cambiato la Roma. Dalla mentalità al gioco, passando dai comportamenti. Il Normal One ha fatto una rivoluzione senza clamori, senza baruffe mediatiche: è riuscito a portare i giocatori dalla
sua parte con la forza delle idee. Sono suoi molti meriti di questa trasformazione della Roma, delle ritrovate ambizioni di una squadra che a oggi può puntare a tutto. Ieri ha ribadito la sua filosofia: «Il 24 agosto abbiamo scelto di avere rispetto, ma non timore. Il 5 dicembre abbiamo festeggiato in campo, con i nostri tifosi, il primo posto. Grazie per il sostegno, è solo un passo, non accontentiamoci! Forza Roma!».

RIVOLUZIONE SILENZIOSA – Di Francesco rappresenta la risposta del calcio italiano alla delusione del Mondiale. Ha faticato un po’ all’inizio a cambiare modo di giocare della squadra. Chi avrebbe scommesso un euro sulla Roma qualificata da prima in classifica nel girone di Champions con Chelsea e Atletico Madrid? E’ riuscito a mantenere molto competitiva una squadra che per 10/11 gioca spesso con la stessa squadra dello scorso anno. Finora hanno inciso di più giocatori che nella passata stagione erano panchinari fissi rispetto ai nuovi, finora quasi tutti condizionati dagli infortuni. Ma tutti si sentono coinvolti, non fa distinzioni tra titolari e riserve. Di Francesco ha dato la sua impronta alla Roma seguendo principi semplici, senza creare frizioni. La sua rivoluzione può essere spiegata in pochi punti.

IL CALCIO SECONDO EUSEBIO – “Il Corriere dello Sport” ha riassunto questo punti: 1) Ha dovuto dare sicurezza ai giocatori nel cambio di modulo, nonostante abbia ereditato la Roma da un allenatore con convinzioni tattiche diverse. Ha fatto accettare il cambiamento, anche se all’inizio qualche diffidenza può esserci stata. 2) Ha imposto ritmi di allenamento più alti e più intensi. 3) Lo staff incide molto nel sul lavoro, nel modo di preparare la squadra. 4) Il dialogo. Parla molto con i giocatori, anche individualmente. Ha imposto regole semplici, rispettate da tutti. 5) Si è speso molto per creare un gruppo compatto. 6) I rapporti con la dirigenza sono buoni e diretti. Si confronta spesso con Monchi e con Totti. 7) I metodi di lavoro: ha cambiato poco, confermando l’abolizione del ritiro. Per le trasferte di Champions la squadra si allena a Roma, per ridurre al massimo i tempi di permanenza all’estero. 8) Dal punto di vista mediatico ha imposto un netto cambio di marcia. Non gli piace fare la prima donna, evita i protagonismi, è rarissimo che finisca in una polemica. Ha un rapporto civile con i media, fondato sul reciproco rispetto.