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Genoa: il mercato finisce i malumori rimangono

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pinilla moviola genoa - sampdoria
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Genoa: a qualche giorno dalla fine del mercato di gennaio il club rossoblù si trova nuovamente a fare i conti con un totale rivoluzionamento della rosa

A qualche giorno di distanza dalla fine della sessione di mercato invernale in casa Genoa non si placa la delusione dei tifosi rossoblù, che ancora una volta hanno visto smontare e rimontare con pezzi di qualità inferiore la propria squadra del cuore. Il calciomercato di gennaio è definito, come noto, di riparazione. Non al Genoa dove ogni sessione è buona per fare una rivoluzione. Con le uscite pesanti di Leonardo Pavoletti destinazione Napoli, di Tomas Rincon alla Juventus e Lucas Ocampos accasatosi, a zero euro e con zero vantaggi per il club di Preziosi, al Milan lo scacchiere tattico di mister Ivan Juric ha perso tre pedine fondamentali considerate titolari inamovibili per gran parte della stagione, infortuni permettendo. Da aggiungere agli ormai ex anche Fiammozzi e Gakpé. I nomi che sostituiscono questi giocatori, se analizzati uno per uno, non possono certo soddisfare una piazza calorosa quanto ambiziosa come quella ligure. Danilo Cataldi in prestito per 6 mesi dalla Lazio, squadra nella quale era solito accomodarsi in panchina, così come Mauricio Pinilla all’Atalanta. Adel Taarabt, che al di là dell’indiscutibile talento è fermo da un anno e al Benfica era finito addirittura nella squadra B, Hiljemark poco utilizzato dal Palermo club che occupa le zone meno nobili della nostra Serie A. Rubinho dal Como, ma per necessità dovuta all’infortunio di Mattia Perin e dulcis in fundo Raffaele Palladino dal Crotone che ritorna nella Genova rossoblù con 6 anni in più sul groppone. Sono forse gli innesti di Beghetto e Morosini i migliori di questo pazzo mercato, ma la loro esperienza nella Serie A è pari a zero e inserirli a metà stagione non sarà certamente semplice. Ecco allora gli inevitabili mugugni, come si dice da quelle parti, dei tifosi stanchi di una politica societaria che non sembra avere come obiettivo il miglioramento effettivo dello storico club, ma che più che altro “tira a campare” inchinandosi spesso, troppo spesso alle richieste delle squadre più potenti in rispetto di amicizie che non giovano agli interessi del Genoa.
IL FUTURO DEL GENOA: Enrico Preziosi dal canto suo non fa nulla per tentare di risolvere questa situazione, ma anzi continua con atteggiamenti che confermano quanto detto sopra. L’acquisto dell’ultima parte di Giovanni Simeone sembra ancora una volta un’astuta mossa per avere qualcuno da vendere anche a giugno. Già perchè in questa settimana il numero uno del Grifone ha parlato del Cholito, non come punto di riferimento per una futura crescita del club ma come un giocattolo pronto a essere ceduto al miglior offerente. Milan, Napoli, Juventus o chi per loro, come se un addio al Genoa fosse già scritto come se uno sforzo per tenerlo fosse impossibile. Parlare di un futuro diverso a oggi sarebbe utopia, servirebbe un’inversione di tendenza netta ed efficace. Puntare sui giovani in stile Atalanta o cercare di mantenere e valorizzare al massimo i propri giocatori di spicco, senza privarsene alla prima offerta come avvenuto diverse volte in questi ultimi anni. Se questa inversione non dovesse esserci allora i tifosi rossoblù si faranno sentire a gran voce, perchè una piazza così merita qualcosa di più.