La lettera di Marchisio alla Juve: «Mai avrei pensato all’addio» – FOTO/VIDEO

La lettera di Marchisio alla Juve: «Mai avrei pensato all’addio» – FOTO/VIDEO
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Marchisio saluta i tifosi della Juventus dopo la risoluzione del contratto con una lunga e straziante lettera di addio: «Adesso sono solo un tifo, anche se mi sembra impossibile»

Congedo doveva essere e congedo è stato. Doloroso però, anzi straziante, come ci si poteva aspettare. Claudio Marchisio saluta i tifosi della Juventus dopo venticinque lunghissimi anni di amore: arrivato bambino in bianconero, settimana scorsa il Principino ha risolto il contratto che lo legava alla squadra. Non c’era più spazio per lui nella Juve, ma la Juve troverà comunque sempre spazio nel suo cuore. Marchisio lo ha ribadito stamane nel corso di una lunga lettera inviata idealmente a tutti i suoi tifosi e pubblicata sui social. Una lettera in cui racconta il proprio distacco da Torino e dall’ambiente che lo ha visto crescere. Per lui sarà ora il momento di una nuova sfida: in Francia o in Spagna, secondo i bene informati. Anche se salutare compagni e tifosi di una vita – come ammette lo stesso Claudio – è alquanto problematico…

«Ho passato gli ultimi venticinque anni della mia vita ad immaginare quello che sarei voluto diventare ed i sogni che avrei voluto realizzare insieme alla Juventus, ma non c’è stato un solo attimo durante il quale ho pensato che avrei dovuto vivere un momento come questo. A prescindere da quelle che saranno le prossime tappe della mia vita, professionale e non, sarebbe inutile e scorretto nascondere che il mio cuore e il mio DNA hanno e avranno sempre e solo due colori – racconta Marchisio nella sua lettera strappalacrime – .  Ho indossato per la  prima volta la maglia della Juventus all’età di sette anni e da quel momento non l’ho mai tolta, neanche per un istante. Sono cresciuto con la sua filosofia e ho cercato prima di assorbirla e poi di esserne ambasciatore, sia sul campo che nella vita di tutti i giorni. Si dice che alla Juventus “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Dietro questa frase all’apparenza così semplice ma così amata da noi tifosi (sì, perché anche se continua a sembrarmi impossibile, oggi io sono questo), detta dal presidente Giampiero Boniperti, si cela il significato più profondo del nostro modo di vivere».


La lettera di addio di Marchisio alla Juventus

«Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Quando cresci, quando il tuo sogno dietro la collina è quasi realtà, ma non ti monti la testa e lavori duro all’ombra dei tuoi idoli di sempre. E dai il meglio di te ogni giorno, per quella maglia, perché quelle strisce una volta cucite addosso sono orgoglio, gioia e responsabilità – prosegue l’ex numero otto bianconero nella sua lettera di addio – . Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Quando quegli idoli diventano finalmente i tuoi compagni e devi essere più forte delle gambe che tremano all’idea di entrare in campo in fila indiana, come uno di loro, in mezzo a loro. Alessandro Del Piero, Pavel Nedved, Gigi Buffon, David Trezeguet, Mauro Camoranesi e tutti gli altri. Perché ognuno sa che, per onorare questa maglia, deve fare la propria parte. E questo discorso non vale solo per noi calciatori, ma anche per ogni singolo tifoso. La Juventus vince perché è più forte in campo e fuori».

La lettera di Marchisio si conclude quindi così: «Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Quando tieni fede al patto con te steso di fare tutto il possibile per non deludere mai quei tifosi, i più fedeli, i più sinceri, i migliori che ci possano essere al mondo. Quando ti rendi conto che quella che per venticinque anni è stata la tua vita tutto d’un tratto farà parte di ciò che è stato, c’è un solo modo per continuare a vincere ed è sapere che in ogni caso non perderò nulla di tutto questo, perché sarà sempre parte di me ed io ne sarò sempre parte, ovunque sarò. Con affetto, per sempre, Claudio».