Lecce, Mancosu: «A volte odio Liverani, vuole il risultato a tutti i costi»

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A tutto Mancosu: ecco le dichiarazioni del numero 8 del Lecce sulla formazione giallorossa e sull’emergenza Coronavirus

Ospite di Casa Di Marzio, Marco Mancosu si è raccontato senza filtri: dal Lecce e il rapporto con Liverani, fino ai gol più belli con la maglia dei salentini e la mancanza del campo dopo lo stop per via del Coronavirus. Ecco le parole del fantasista.

QUARANTENA«Io sono uno che prova a sfruttare il suo tempo il meglio possibile, cerco sempre di darmi da fare. E adesso sto studiando l’inglese. Poi con mia figlia e mia moglie giochiamo, mentre in cucina sono scarso. La mia passione per i libri? Di solito leggo libri che mi possano far capire dinamiche che non capivo. Le biografie ad esempio mi piacciono, le esperienze dei grandi campioni mi sono di stimolo».

GOAL«Il campo mi manca tantissimo. Io adoro quello che faccio, mi piace andare ad allenarmi e purtroppo dobbiamo convivere con questo momento. I gol contro Napoli, Inter e Juve? Quello all’Inter non ha eguali nella mia carriera, per le emozioni che mi ha dato. Ho iniziato a correre, piangevo e dicevo: “Ho fatto gol io”. Quello contro il Napoli invece è uno dei più belli. Prima di calciare mi sono detto: ‘O la mando in porta oppure finisce fuori dallo stadio. Ma se avessi preso la barriera Liverani mi avrebbe ammazzato. Un altro bel gol lo segnai con la Casertana in rovesciata e poi contro il Matera, con il Lecce, in Serie C. Comunque il gol bello è quello contro il Napoli. Indimenticabile, quello contro l’Inter».

DYBALA«L’avversario che mi ha stupito di più? Dybala. Ha una tecnica mai vista, non sbaglia uno stop, un controllo. Come tratta lui il pallone in campo è pazzesco».

LIVERANI «E’ un martello. Lui vuole i risultati a tutti i costi. Gli devo tanto perchè mi ha insegnato a giocare a pallone veramente. Mi ha fatto capire cosa vuol dire giocare a pallone. A volte lo odio per quanto è martello, è difficile stargli dietro ma gli devo davvero tanto».

FALCO«Liverani anche a lui ha dato una grande mano. Da quest’anno è diventato un vero atleta. La Serie A è la sua dimensione».