Leonardo rivela: «Paquetà? C’è l’accordo. Contento al Milan. Ecco perché andai all’Inter»

Leonardo rivela: «Paquetà? C’è l’accordo. Contento al Milan. Ecco perché andai all’Inter»
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Premio Liedholm a Leonardo. Il dirigente del Milan ha parlato dal palco. Dichiarazioni interessanti sulla sua carriera

Premio Liedholm 2018 a Leonardo, dirigente del Milan. Il brasiliano ha parlato del suo futuro, della sua carriera, ripercorrendo il passato in rossonero e anche la sua avventura all’Inter. Queste le sue parole dal palco: «Io mi sono sempre fatto trascinare delle opportunità. Decisi di chiudere la carriera in Brasile. Mentre sono in aereo, Berlusconi chiama Galliani e lui mi dice: ‘Tu sei mio amico? Allora resti con noi’. Io rimango fino al 1º aprile 2003 quando divento assistente di Galliani. Insieme abbiamo creato Fondazione Milan e sono contento di tornare a farne parte. Poi sono andato all’Inter per Moratti. Conoscevo i brasiliani dell’Inter e aiutavo Ronaldo. Ora sono tornato al Milan per la quarta volta e sono molto felice».

Prosegue Leonardo raccontando le sue emozione: «Ho fatto diversi ruoli, pure l’allenatore. I giocatori e gli allenatori vincono le partite, i campionati le società. Loro vivono nel breve termine, la società sul lungo e non è facile. Con Galliani ho fatto i miei 6 anni di Università, era un Milan perfetto sotto tutti i punti di vista. Il valore di una società è dato dall’equilibrio tra il bilancio e le emozioni che produce. Giovani? Serve equilibrio. Noi abbiamo Donnarumma, Cutrone, Calabria, c’era anche Locatelli ma i nostri giovani sono massacrati dall’informazione. Se un ragazzo a 15 anni non ha senso d’appartenenza, abbiamo sbagliato tutto. La formazione degli allenatori va cambiata, perché lavorare con i giovani non vuol dire perseguire il risultato. Derby? Il derby è sempre il derby. Noi siamo in crescita e sarà una bella sfida. Paquetà? Abbiamo un accordo di base con il Flamengo, ma il mercato riapre a gennaio quindi dobbiamo ancora fare un po’ di strada prima dell’ufficialità, dobbiamo aspettare il 3 gennaio. Ibra? Abbiamo fatto un pensiero ma oggi il mercato è chiuso e non dobbiamo dimenticare che ci sono dei paletti del fair play finanziario».