Malagò: «Ventura ct? Non c’era niente di meglio»

Malagò: «Ventura ct? Non c’era niente di meglio»
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Le parole del numero uno del Coni, Giovanni Malagò, nell’intervista rilasciata a Libero in cui parla delle prossime tappe del calcio italiano

Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha rilasciato un’intervista a Libero sullo stato attuale del calcio italiano atteso dalle prossime tappe istituzionali: «Se auspico un repulisti per il calcio italiano? No, però ci sono troppi galli nel pollaio, troppe spaccature. Il calcio è all’ultima chiamata e in molti non avranno un’altra occasione di riscatto. La prima cosa da fare? Senza dubbio la Lega di Serie A ha tutte le ragioni per lamentarsi per lo squilibrio con cui è trattata: è il motore economico del movimento ma nelle votazioni in Federazione pesa solo il 12%, una misura del tutto inadeguata, va alzata.

Il numero uno del Coni prosegue: «Ventura? In Italia siamo tutti allenatori. Io non me la sento di rimproverare a Ventura di non aver schierato Insigne. Certo qualche limite indubbiamente ce l’aveva, ma bisogna ricordare che non era partita così. All’inizio era previsto che Lippi vigilasse su di lui. La scelta di Ventura Ct? Il discorso è che non se ne trovavano altri. Si è pensato, qualifichiamoci e poi vediamo che succede. Il rinnovo? Quello non me lo so spiegare, è stata una cosa curiosa. Forse volevano infondergli sicurezza, dopo averlo un po’ abbandonato».

Conclude, infine, Malagò: «Ancelotti? E’ un nome che mette tutti d’accordo e sarebbe l’ideale per un rilancio. Ma penso che prima di prendersi una simile responsabilità lui voglia la garanzia che lo lascino lavorare in pace. Insomma, finché non saranno chiari gli interlocutori è inutile parlare del prossimo ct azzurro. Tavecchio? Il calcio è una religione. Chiunque, anch’io, al suo posto si sarebbe dimesso: erano 60 anni che non restavamo fuori da un Mondiale. Le colpe non saranno tutte sue, ma era obbligato ad assumersi la responsabilità del disastro».