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Uva: «La FIGC lavora su stadi e etica»

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Serie A

Il direttore generale della FIGC Michele Uva studia il calcio italiano e valuta come e dove intervenire: gli stadi, i giovani e non solo

Michele Uva è il direttore generale della FIGC e si trova a dover assistere a una Serie A in netto calo di spettatori e in una situazione preoccupante. Il dg crede che servano delle migliorie e spera che le società sviluppino una politica di servizi e di fidelizzazione efficaci per portare gente allo stadio: «Conta però anche l’impianto che si mette a disposizione. Un grande evento aiuterebbe in questa direzione, ma già le finali di Champions League hanno aiutato San Siro e Mapei Stadium». I punti da cui far ripartire la rinascita secondo Uva sono tre, vale a dire i settori giovani poi gli stadi e infine l’internazionalizzazione delle società secondo un lavoro di sistema come accade anche all’NBA. Uno dei punti cruciali è anche la valorizzazione della Coppa Italia.

UVA IN FIGC – Il modello di calcio della FIGC favorisce la crescita di base ma mantiene un attivo a fronte dei tagli del CONI, questo è il pensiero del direttore generale, il quale sottolinea poi l’importanza dei centri federali: saranno duecento e coinvolgeranno centocinquantamila ragazzi per creare una sinergia forte tra giovani e calcio. «Lavoreremo anche a livello etico, quindi sulla cultura sportiva, il rispetto delle regole e l’educazione» prosegue Uva, che però sul tema etica deve far riferimento al caso Intralot: «Abbiamo rispettato le regole, la ludopatia non ha niente a che vedere con le scommesse sul calcio». Il dg parla anche della riforma dei campionati da parte di Tavecchio e conferma che è difficile trovare un accordo ora in periodo elettorale. Infine a Tuttosport Uva chiude con il rinato rapporto tra FIGC e Juventus: «Serve unità, non divisioni, per questo le parole di Andrea Agnelli fanno piacere. Riforma del calciomercato voluta da Allegri? Argomento intelligente, ne parleremo al summit FIFA».