Var, parla l’ex-fischietto Busacca: «Utile, ma le scelte spetteranno all’arbitro»

Var, parla l’ex-fischietto Busacca: «Utile, ma le scelte spetteranno all’arbitro»
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Il designatore FIFA Massimo Busacca: «Con la Var sarà come avere una Goal Line applicata a tutto il campo, ma chi deciderà sulle situazioni sarà sempre l’arbitro: la gran parte delle partite sarà diretta senza aiuti»

Milan – Sassuolo, domenica 2 ottobre, Stadio San Siro: l’arbitro Guida, sul risultato di 1-3 per gli ospiti, assegna un rigore molto generoso ai rossoneri. Il goal che ne scaturisce avvia la rimonta del Diavolo, che vincerà addirittura la partita. Casi come questi se ne sono visti centinaia, certo, ma questa volta la storia sarebbe potuta cambiare se l’arbitro, coadiuvato dall’ormai famosa Var, avesse potuto rivedere l’azione che lo ha portato a decretare il tiro dal dischetto. In effetti la tecnologia sorvegliava quella partita, ma in modo silenzioso: un arbitro controllava il monitor e poteva rivedere le azioni, ma gli era impedito di comunicare con il direttore di gara. Una sperimentazione, come si è detto, offline.

GOAL LINE A TUTTO CAMPO – Per farsi un’idea sugli scenari che si apriranno se la VAR dovesse entrare in uso sui campi di Serie A, la Gazzetta dello Sport ha intervistato Massimo Busacca, ex-arbitro e designatore Fifa: «Con la Video Assistenza – esordisce l’ex-fischietto – sarà come avere una goal line estesa in varie parti del campo. Prenderà in esame solo situazioni chiare, lasciando stare quelle dove c’è stata una interpretazione». Guai per gli arbitri, però, a cullarsi sugli allori di una tecnologia che faccia da paracadute ai loro errori: «Sarebbe un errore gravissimo: chi lo commette si autoelimina. Gli arbitri dovranno rimanere concentrati solo sulla partita, senza avere dubbi sulle situazioni o le decisioni prese: dovranno continuare a fischiare con la personalità dei grande arbitri, come se non ci fosse Var».

LA SOSTANZA NON CAMBIALa preparazione degli arbitri alle partite non dovrà dunque cambiare, su questo Busacca non transige: «Chi pensa che alla fine sarà la tecnologia a comandare, decidendo anche i falli laterali, allora ha valutato molto male l’impatto generale. Si dimentica, ad esempio, che la Video assistenza si avrebbe solo in pochi campionati. La stragrande maggioranza delle partite sarà diretta senza aiuti. E allora dico: un arbitro importante che non decide nulla e aspetta dall’alto l’indicazione giusta potrà mai essere un modello da seguire per un giovane? Facendo così nessuno si prenderà più delle responsabilità. Chi scende in campo deve decidere sempre per primo. Sull’errore grave arriva la Var».

FUORIGIOCO E TOCCHI DI MANO – La tecnologia però non si ferma qui, e le progettazioni riguardano anche differenti situazioni di gioco. Per esempio, il fuorigioco, una regola da sempre soggetta alle più disparate interpretazioni: «Se ne può discutere e trovare soluzioni utili. Penso alla possibilità di tornare a valutare il fuorigioco su base più ampia. Oppure si realizza uno strumento in grado di certificare l’offside anche di un centimetro. Stanno studiano una roba simile per aver un risultato tipo goal line, dove tutti accettano il responso della macchina». Sui tocchi di mano, invece, l’interpretabilità del gesto rende tutto più difficile: «Se mi butto in scivolata sono consapevole di correre un rischio, se poi fermo il cross col braccio in modo evidente e non naturale, beh pago per la mia negligenza. Specie se ho la mano staccata chiaramente dal corpo. Di questo parleremo nelle prossime settimane con gli altri organismi per cercare di avere una uniformità mondiale».

POCHI INTERVENTI, MA DECISIVI – Il “diktat” che viene dall’alto sembra comunque quello di limitare al massimo gli interventi della tecnologia: «Non deve snaturare il calcio e l’arbitro. E’ un passo in avanti molto importante, ma non può essere un salto nel buio. Uno spirito condiviso dal presidente Infantino. Io sono sempre in contatto con Rosetti – responsabile del progetto in Italia – e seguirò la sperimentazione in Serie A. Dalla prossima stagione si può fare un passo in avanti: nel caso serva, l’arbitro consulterà su uno schermo le immagini».