Zambrotta e l’arrivo di Gattuso: «Il Milan? Rino non ha paura»

Zambrotta e l’arrivo di Gattuso: «Il Milan? Rino non ha paura»
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Il Milan si affida a Gattuso, le parole dell’ex compagno Zambrotta: «Chi ricorda? Per il modo di vivere le gare, Capello»

Corigliano Calabro, provincia di Cosenza, e Como possono essere più vicine di quanto si pensi: Rino e Gianluca erano lontanissimi e poi si sono ritrovati fianco a fianco, una volta che diventati Gattuso e Zambrotta hanno vestito le stesse maglie: quella azzurra dell’Under 21 e poi quella della nazionale maggiore, entrambi quella rossonera del Milan. Nord e Sud si sono ritrovati uniti sul tetto d’Italia e del mondo, insieme hanno vinto scudetto e Supercoppa Italiana e in una notte di luglio 2006 erano tutti e due a Berlino. Da lì è nata anche la chat whatsapp di campioni del mondo: tutti, compreso ovviamente Gianluca, si sono congratulati con Rino, augurandogli il meglio.

SORPRESA, MA NON TROPPO – Zambrotta, quanto è sorpreso nel vedere Gattuso allenatore del Milan? «Se si guarda alla sua preparazione e al suo attaccamento ai colori, poco. Visto quanto in estate la società aveva speso per una squadra da primi posti e quante erano oggi le difficoltà, un cambio di allenatore non era così impensabile: è una mossa per dare nuovi stimoli. Anche io ho intrapreso questa carriera: so che l’allenatore è spesso il primo a pagare e mi dispiace per Montella… è scontato però il piacere che provo per Rino e la gioia nel vederlo così in alto. Ha dato tanto al Milan e viceversa, conosce la storia del club e sa cosa si intende per “spirito Milan”». Gattuso ha detto di non essere solo «cuore e grinta». Cosa ha in più? «Grinta e carattere sono valori aggiunti. Lui in più sa mettersi a disposizione della squadra, anche nelle situazioni più complicate. Da allenatore l’ha fatto a Pisa, Creta, Palermo: è una persona che non ha paura, una dote importante per chi fa questo mestiere. Ma è anche uno che va oltre l’aspetto motivazionale e del saper tirar fuori qualcosa in più da chi allena».

MODELLI E FUTURO – A chi può somigliare dei tanti bravi allenatori che avete avuto? «Io conosco Rino da sempre, anche se più da giocatore che non da allenatore. Dato che immagino non sia cambiato nel frattempo, come personalità e modi di gestione dico Capello: entrambi hanno carisma e non si vergognano di dire le cose in faccia. Entrambi vivono la partita in maniera viscerale». Si immaginava potesse diventare allenatore? «Alcuni ex compagni quando giocavano già avevano un’ispirazione tattica: penso a Guardiola, Conte, Deschamps: erano degli allenatori in campo. Gattuso ha più la personalità del trascinatore. Ma se mi fermo un attimo a pensare dico di sì, forse era prevedibile che diventasse anche lui un bravo tecnico». Sul quanto bravo, Zambrotta si spiega a “La Gazzetta dello Sport”: «Vale quello che dicono: immagino che per lui i giocatori si buttino nel fuoco. Esistono tanti modi per essere vincenti; difficile dire quale sia il metodo migliore, ma di sicuro Gattuso avrà il suo per dare tanto».