Boulaye Dia, attaccante del Rennes, ha lanciato la sfida alla Juventus in vista del match di questa sera di Europa League ma non solo. Parole anche sulla Lazio
La notte europea mette la Juventus di fronte a un incrocio ricco di suggestioni e vecchie conoscenze del calcio italiano. Nell match di Europa League contro il Rennes, la formazione bianconera si troverà ad affrontare Boulaye Dia, attaccante senegalese trasferitosi in Francia proprio nelle battute conclusive del mercato estivo e già autore di due reti in Ligue 1. In una lunga intervista rilasciata a diretta.it, l’ex centravanti della Salernitana e della Lazio ha analizzato il momento degli uomini di Luciano Spalletti, soffermandosi poi con affetto sulla straordinaria rinascita del club capitolino.
L’analisi sulla Juventus: “Parlare di crisi è eccessivo”
Alla vigilia dell’appuntamento continentale, Dia ha smorzato le polemiche che accompagnano la compagine piemontese dopo gli ultimi stop stagionali, difendendo il cammino dei bianconeri:
“Non so se si possa parlare di crisi. Quante volte hanno perso in questa stagione? Due? In questo caso non si può parlare di crisi. E poi hanno perso contro la Lazio, che resta una grande squadra. Se quel giorno hanno perso contro una squadra più forte, parlare di crisi… e poi non ci riguarda, è un problema loro”.
Il filo diretto con Formello: il legame con Belahyane e Noslin
Sebbene l’addio alla Lazio si sia consumato a inizio campionato, il legame con l’ambiente biancoceleste è rimasto profondissimo. Il centravanti continua a seguire con passione le vicende dei suoi ex compagni:
“Seguo sempre i loro risultati. Appena posso guardo le loro partite. Ho ancora degli ottimi amici lì, voglio bene a tutti e sono contento quando vincono. Non li sento tutti i giorni, ma di tanto in tanto sento qualcuno come Belahyane o Noslin”.
L’impatto di Gattuso e la scossa di Coppa Italia
Infine, Dia ha spiegato i segreti dell’ottimo rendimento mostrato dalla formazione guidata da Gennaro Gattuso, sottolineando la trasformazione caratteriale impressa dal tecnico calabrese sin dalle prime settimane di ritiro estivo:
“Nessuno se l’aspettava, ma noi sapevamo di cosa fosse capace la squadra. Quando è arrivato Gattuso con il suo staff e con lo spirito che lo contraddistingue, visto come era andata l’anno scorso non potevamo davvero fare di peggio, anche a livello mentale. È stato un rinnovamento. Vista la preparazione prestagionale che abbiamo fatto, sapevamo che saremmo cresciuti. Soprattutto dopo la sconfitta in Coppa Italia (0-2 contro il Mantova, ndr), che è servita da scossa. Per me non è una sorpresa: so cosa ha portato l’allenatore e come ho lasciato il gruppo”.