Ten Hag rompe il silenzio sul Manchester United: accuse alla società, retroscena McTominay e stoccata a Ronaldo
A due anni dal suo addio al Manchester United, Erik ten Hag, allenatore olandese che ha guidato i Red Devils dal 2022 al 2024, è tornato a parlare pubblicamente della propria esperienza in Inghilterra. In una lunga intervista concessa a The Athletic, il tecnico ha raccontato alcuni retroscena del suo rapporto con il club, soffermandosi sulle tensioni con la dirigenza, sulla gestione dello spogliatoio e su alcune decisioni di mercato che, a suo avviso, hanno contribuito alla rottura definitiva.
Tra i temi più delicati affrontati dall’ex allenatore dello United c’è la cessione di Scott McTominay, centrocampista della nazionale scozzese successivamente trasferitosi al Napoli.
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Ten Hag e il caso McTominay
Secondo l’allenatore olandese, la vendita del centrocampista rappresentò uno dei momenti più critici del rapporto con la società. Ten Hag ha raccontato di aver espresso chiaramente la propria contrarietà all’operazione durante gli incontri con la dirigenza.
“Mi avevano promesso lealtà, mi avevano promesso sostegno e comunicazione. Non hanno mantenuto le promesse”.
“Avevo detto chiaramente: ‘Non si vende Scott McTominay’. Gli avevo spiegato le mie ragioni: non avevamo abbastanza capacità realizzativa e Scott porta gol oltre a una mentalità pazzesca. Ha il sangue del Manchester United in tutte le vene. Quindi, quando hanno sollevato l’argomento, ho risposto ‘No’. E alla fine lo hanno venduto lo stesso. Mi sono sentito profondamente imbarazzato e deluso”.
Le parole durissime su Cristiano Ronaldo
Non meno forti sono state le dichiarazioni dedicate a Cristiano Ronaldo, attaccante portoghese tra i più grandi calciatori della storia recente del calcio mondiale.
Ten Hag ha spiegato come il rapporto con il fuoriclasse portoghese si sia deteriorato progressivamente fino alla separazione.
“Ha tradito me e ha tradito la squadra, perché avevamo fatto piani su di lui”.
L’allenatore ha inoltre raccontato di aver cercato un confronto diretto con il giocatore già prima del proprio arrivo a Manchester.
“Sono persino volato in Portogallo per parlargli di cosa volevo fare prima di firmare con lo United. Ovviamente è uno dei migliori della storia del calcio e lo rispettavo moltissimo, ma in quel momento (quando ha deciso di venderlo, ndr) ho dovuto prendere una decisione razionale”.
Successivamente, il tecnico ha aggiunto altri dettagli sul comportamento del portoghese all’interno dello spogliatoio.
“Diceva agli altri giocatori: ‘Risparmiate le gambe in allenamento’. Lo capisco se sei al massimo della forma, ma devi prima allenarti per raggiungere i livelli di forma corretti”.
“Gli ho detto più volte: ‘Ronnie, tutti vogliono lavorare per te e metterti nelle condizioni giuste per segnare, ma se non arrivi in area non puoi fare gol’. Semplicemente non era in grado di farlo: non correva né in fase di possesso né senza palla perché non si era preparato”.
La denuncia sulla gestione dello spogliatoio
Nel corso dell’intervista, Ten Hag ha rivolto critiche anche alla struttura interna del Manchester United, soffermandosi in particolare sul peso attribuito ad alcuni giocatori di maggiore esperienza.
Parlando di figure come Casemiro, centrocampista brasiliano ex Real Madrid, e Raphaël Varane, difensore francese campione del mondo, l’allenatore ha dichiarato:
“Continuano ad alimentare una cultura tossica, gli danno carburante dando tutto il potere in mano ai calciatori”.
Secondo Ten Hag, il club avrebbe progressivamente favorito una situazione nella quale i giocatori più influenti avrebbero assunto un ruolo eccessivo nelle dinamiche interne.
“Casemiro era arrivato come il regista di centrocampo con qualità da quarterback. Poi, all’improvviso, è sembrato che avesse perso le motivazioni. Sinceramente non so cosa gli abbiano detto”.
Parole destinate a far discutere, che riaccendono i riflettori su uno dei periodi più turbolenti della recente storia del Manchester United e sui rapporti tra società, allenatori e senatori dello spogliatoio.