Juventus, Nedved: «Champions? Noi ci siamo»

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Le parole del dirigente bianconero in vista della sfida contro il Copenaghen.

CHAMPIONS LEAGUE JUVENTUS NEDVED – Cresce l’attesa in casa Juventus per il debutto in Champions League contro il Copenaghen, ma Pavel Nedved ha innanzitutto allontanato l’ipotesi di sedersi sulla panchina della Repubblica Ceca: «Un giorno magari mi piacerebbe, sarebbe un onore per me lavorare per il mio calcio, soprattutto nel ruolo di ct. Non è un buon momento dopo la mancata qualificazione ai Mondiali in Brasile, secondo me dobbiamo concentrarci sulle nuove generazioni, pensando all’Europeo under 21 del 2015: potrebbe essere il punto di partenza per il futuro. I giovani talenti ci sono, ma non crescono da soli, bisogna lavorarci. Compatibile col mio ruolo alla Juventus? No, assolutamente no. Sono convinto che bisogna fare una cosa alla volta. Fino alla fine di agosto il lavoro è stato molto intenso, anche se il grosso del mercato lo abbiamo risolto a giugno. Poi abbiamo lavorato in prospettiva», ha dichiarato il dirigente bianconero ai microfoni di “Tuttosport”.

A proposito di futuro, Nedved ha parlato del lavoro sui giovani della Juventus: «Il mio grande cruccio è quello di non avere una squadra B sul modello dei grandi campionati europei. Sarebbe una soluzione ideale per far crescere i giovani: c’è in Spagna, in Inghilterra, c’è perfino nella Repubblica Ceca! Non capisco perché non possa esserci in Italia, quel discorso andava portato avanti. Se avessimo i nostri giovani a disposizione potremmo seguirli tutta la settimana, trasmettere loro la mentalità del club, vederli con continuità: da una serie di allenamenti puoi capire tante cose, anche se può diventare un fuoriclasse o no. E aumenteresti la competitività di questi ragazzi, perché vedrebbero più vicina la possibilità di fare il salto in prima squadra. Ora Paratici cerca di seguirli, ma non può fisicamente vederli tutti. Si informa, viaggia, ma averli qui sarebbe meglio. Chi mi piace? Berardi ha una sicura prospettiva. E anche Boakye, ma ce ne sono tanti, non posso citarli tutti».

Sull’avvio del campionato, l’ex Furia Ceca ha affermato: «Se sono sorpreso? Più che altro sono rimasto stupito dal calendario. Da tanti anni sono alla Juventus e non ho mai visto un inizio così duro. Secondo me ci perde anche lo spettacolo, perché le grandi squadre non sono quasi mai in forma nelle prime giornate. Comunque da questo primo mini ciclo di ferro ne siamo usciti molto bene. Rimpianti per pareggio con l’Inter? Dovete pensare che l’Inter gioca solo il campionato, come noi due anni fa. erano carichi e hanno dato il massimo. Noi no, invece. Siamo stati tosti, ma sappiamo che possiamo fare meglio. Dobbiamo metterci in testa che quest’anno soffriremo di più sul piano fisico, perché abbiamo tantissimi giocatori impegnati nelle loro nazionali e nell’anno del Mondiale questo si sentirà. Io sono molto contento che l’Italia si sia già qualificata, visto che la maggior parte dei nostri viene sempre convocata in azzurro. A questo punto spero che Prandelli li risparmi un po’ visto che ora le partite non sono decisive. Anzi, devo andargli a fare un discorsetto (ride, e guarda verso la club house del Royal Park, dove il ct azzurro è ospite per la gara benefica della fondazione Vialli e Mauro). Scherzo, naturalmente. Tutti i big vogliono sempre giocare, ma gente come Pirlo e Barzagli deve anche capire che ogni tanto è meglio riposare. E’ per il loro bene».

Sul debutto in Champions League e i nuovi Tevez e Llorente, Nedved ha spiegato: «Girone tosto, ma alla portata della Juventus. Dove si gioca la qualificazione? Pensiamo ai turchi e ai danesi, in quelle partite ci giochiamo il passaggio del turno. Con il Real può succedere di tutto: vincere e perdere, ma con i danesi e i turchi dobbiamo fare più punti possibili. Tevez? Sono proprio contento che la Juventus sia riuscita a prenderlo. E’ un fuoriclasse che ha lo spirito del mediano. E poi è un leader: parla poco, lavora tanto. Basta vedere come si allena. Mancini un anno fa mi disse: vai tranquillo, non ti sbagli con Tevez. E lui ne ha passate con Carlos! Ma litigare fa bene, se è costruttivo. E Tevez è un tipo costruttivo. Llorente? State tranquilli, che noi siamo tranquillissimi. Dopo quello che ha passato l’anno scorso… Lo aspettiamo, sarà molto utile. E’ un campione e ha tanta esperienza internazionale. Si cresce… Anche individualmente: guardate Bonucci. E’ forse quello che ha fatto più progressi, ma non avevo dubbi, il giocatore c’era. Ma per fare il centrale in una grande squadra servono almeno 28 anni: bisogna essere esperti e tatticamente perfetti. Lui ha avuto la fortuna di giocare vicino a un mostro come Barzagli e anche a Chiellini: il meglio che poteva chiedere. E non ha ancora smesso di migliorare. E vedrete Ogbonna!»

Infine sulle chance in Europa: «C’è qualche squadra più forte di noi, ma non sempre il più forte vince. Noi ci siamo. Questa Juve è fortissima, è stata costruita negli anni e tutti migliorano con il tempo. Gioca Quagliarella? Quando stai fuori è difficile mantenere la forma, ma io l’ho visto molto bene in allenamento».