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Quincy Promes, la doppia vita choc: da star dell’Ajax a regista di un cartello della cocaina – VIDEO di Chiara Aleati
Quincy Promes, l’incubo dietro il campione: gol in Champions, traffici di droga e una fuga internazionale – VIDEO di Chiara Aleati
Porto di Anversa, 2020. La polizia doganale apre un enorme container arrivato dal Brasile. Sulla carta dovrebbe contenere semplice sale grosso, ma nascosti all’interno ci sono oltre 1.300 chili di cocaina, per un valore di 75 milioni di euro. Immagina di giocare nell’Ajax, di indossare la maglia della Nazionale olandese e segnare gol pesantissimi in Champions League. Sei un milionario, hai il mondo in mano. Ma quando togli gli scarpini, non torni a casa a riposare. Prendi in mano un telefono criptato e gestisci un traffico internazionale di cocaina da fare invidia ai narcos sudamericani.
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Non è la trama di una serie tv su Netflix. È l’assurda, vera e agghiacciante doppia vita di Quincy Promes.
Promes è all’apice della carriera. Durante una festa di famiglia, scoppia una lite per una presunta collana rubata. Quincy non ci vede più, tira fuori un coltello e pugnala suo cugino al ginocchio, recidendogli i tendini. Pensa di averla fatta franca, ma non sa che la polizia olandese gli sta già col fiato sul collo e gli ha messo i telefoni sotto controllo. Nelle intercettazioni, i detective lo ascoltano mentre dice al padre: “Il mio scopo era ucciderlo, l’ho mancato per poco”.
Ma l’accoltellamento è solo la punta di un iceberg terrificante.
Ascoltando le sue chiamate, le forze dell’ordine scoprono l’inimmaginabile. Il campione dell’Ajax non è solo un violento: è uno dei capi di un’organizzazione criminale spietata. Promes finanzia e organizza l’importazione di carichi mostruosi di droga. La polizia belga intercetta nel porto di Anversa due container carichi di sale grosso provenienti dal Brasile. Nascosti all’interno ci sono ben 1.362 chili di cocaina, un carico dal valore di oltre 75 milioni di euro. Il mandante? L’ala della Nazionale olandese.
Quando capisce che la polizia sta per chiudere il cerchio, Promes scappa. Sfrutta il calciomercato e si trasferisce allo Spartak Mosca, in Russia, un paese che non ha accordi di estradizione con l’Olanda. Continua a giocare a calcio, a fare la bella vita, a segnare gol e a postare foto in Lamborghini, mentre in patria lo condannano a oltre 7 anni totali di carcere tra tentato omicidio e narcotraffico.
La sua latitanza dorata finisce all’inizio del 2024. Commette l’errore di andare in ritiro con la squadra a Dubai. La polizia di frontiera lo blocca, scatta il mandato di cattura internazionale. Dai campi della Champions League a una cella degli Emirati Arabi Uniti, fino all’estradizione nel giugno del 2025 in Olanda. La parabola di un fuoriclasse che ha preferito giocare la partita più pericolosa perdendo tutto.