Serie A
Stadio Olimpico Grande Torino: il futuro dell’impianto tra Comune e le mosse di Cairo
Stadio Olimpico Grande Torino: tra ultimatum del Comune, scadenze imminenti e i fondi americani interessati al club. Tutti i retroscena
Il futuro dello Stadio Olimpico Grande Torino assomiglia sempre più a un romanzo a puntate. Tuttosport scrive che a fare luce sui prossimi scenari è intervenuto l’assessore allo Sport del Comune, Mimmo Carretta, rispondendo a un’interpellanza scritta del consigliere Andrea Russi. Il nodo cruciale è la scadenza dell’attuale proroga di affitto, fissata al 31 dicembre 2026: a quale titolo giuridico il Torino utilizzerà l’impianto dal 1° gennaio del prossimo anno?
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La vicenda parte da lontano. A inizio 2025, il Comune aveva avviato con successo l’iter per cancellare le ipoteche da 38 milioni di euro che gravavano sullo stadio da vent’anni, liberandolo formalmente a luglio. Nonostante i ripetuti inviti istituzionali ad agire, il presidente Urbano Cairo si è mosso ufficialmente solo il 20 aprile 2026. In quella data, il club ha presentato una manifestazione di interesse preliminare per un partenariato pubblico-privato, annunciando parallelamente un protocollo con il Politecnico di Torino finalizzato a un progetto di valorizzazione dell’impianto e del centro sportivo Robaldo.
La vera novità emersa dalle parole dell’assessore riguarda però la risposta formale del Comune: la Città ha espresso il proprio interesse, ma ha esortato il club a depositare la documentazione “nel più breve tempo possibile“. La giunta spera di ricevere le carte già a settembre, ma non basteranno semplici promesse. La proposta del Torino dovrà infatti contenere elementi concreti e strutturati: un progetto di fattibilità, un piano economico-finanziario e un cronoprogramma dettagliato. Una partita burocratica complessa che inevitabilmente si intreccia con i recenti rumors societari: tre fondi di investimento, tramite l’advisor Bank of America, stanno infatti valutando l’acquisto del club granata, fortemente attratti proprio dalle potenzialità di business legate allo stadio di proprietà.
Cosa succederà, quindi, a fine anno? L’assessore Carretta ha delineato due strade. Se il Torino presenterà in tempo un progetto adeguato e l’iter verrà approvato entro il 31 dicembre, si procederà alla firma di un nuovo contratto. Se invece la burocrazia richiederà più tempo, il Comune potrà concedere un’ulteriore deroga alle condizioni attuali, a patto che la proposta persegua un reale interesse pubblico e solo per i mesi strettamente necessari. L’amministrazione, tuttavia, ha lanciato un avviso chiaro: non saranno più tollerati ritardi ingiustificati.