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Muric si racconta: «Voto al Sassuolo? Dico 7 e mezzo, anche 8. Miglior portiere? Mi piace molto Donnarumma. Vi racconto la mia miglior parata»

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Muric: «Sto migliorando col tempo, più gioco e più imparo a prendere le decisioni, come sui cross e nell’intercettare i palloni»

Nell’ottima stagione del Sassuolo c’è la nota molto positiva dell’affermazione di Arijanet Muric. Il club adesso valuta il da farsi sul prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 10 milioni con l’Ipswich Town. Il portiere ha parlato con il Corriere dello Sport.

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ORGOGLIOSO «Lo sono soprattutto per le parate e penso che avrei potuto fare di più sulle partite senza prendere gol. La maggior parte delle reti subite erano evitabili».
SI ASPETTAVA COSI’ LA SERIE A «Sì, mi aspettavo e vedo ogni volta giocatori tecnicamente validi e con una buona preparazione tattica».
DIFFERENZE CON LA PREMIER LEAGUE «Sono campionati completamente diversi. Lì sono più orientati alle transizioni, mentre qui è più tattico e richiede pazienza. Mi piacciono entrambi».
IN ITALIA «Qui hai più tempo per valutare, mentre là è tutto molto veloce. Anche in A bisogna essere concentrati, a volte non si ha un attimo di respiro e dal nulla può nascere qualcosa».
COME VIVE IN ITALIA «Benissimo. Amo l’Italia, è tutto bellissimo. La gente è buona e gentile, mi sto godendo l’annata con la mia famiglia».
LA PARTITA PIU’ BELLA
«Mi sono sentito veramente bene dopo la gara con l’Atalanta perché eravamo in dieci. Fantastico il modo in cui abbiamo lottato, giocato e vinto».
LA PARATA PIU’ DIFFICILE «Quella contro la Lazio, alla terza giornata, a metà settembre nella nostra seconda gara in casa dopo due sconfitte. Quel colpo di testa in tuffo di Zaccagni non so come sia riuscito a prenderlo, è stata una reazione istintiva e un intervento complicato. La cosa ancora più importante è aver vinto, è stata la prima e ci ha permesso di sbloccarci».
FABIO GROSSO «Significa molto per me. Venivo da un brutto infortunio, sono stato operato alla spalla e non ho giocato per 6-7 mesi, mi davano per spacciato. Stavo per andare in Turchia e apprezzo molto la fiducia che il mister mi ha dimostrato. È anche merito dell’allenatore se sono arrivato fin qui, avrebbe potuto fare scelte diverse. Mi ha voluto e mi ha fatto giocare subito, gioco anche per lui e l’apprezzo».
IL SUO PUNTO DI FORZA «Penso che sia il coraggio. Sto migliorando col tempo, più gioco e più imparo a prendere le decisioni, come sui cross e nell’intercettare i palloni».
IL RUOLO «Io cerco di fare le cose un modo naturale, provo sempre a essere coinvolto per aiutare la squadra. Prima mi capitava di rischiare molto, anche nelle esperienze precedenti. Sto imparando a rischiare meno e a trattenermi un po’. Alla fine dipende tutto dall’allenatore, dalla squadra e dalle situazioni. Mi piace adattarmi».
IL MIGLIOR PORTIERE ITALIANO «Mi piace molto Donnarumma. Ha un’altezza simile alla mia e mi convince».
UN VOTO AL SASSUOLO «Dico 7 e mezzo, anche 8. Una dimensione diversa salendo dalla B e tanti nuovi giocatori hanno richiesto un lavoro complesso, siamo cresciuti attraverso buone prestazioni e risultati importanti. La classifica è soddisfacente e può migliorare».
IL SUO FUTURO «Sto benissimo e resterei volentieri, amo il club e il vostro Paese».
IL KOSOVO «Potevamo fare meglio contro la Turchia, siamo stati un po’ sfortunati, abbiamo dato tutto e siamo tristi. È stata una delle partite più importanti della mia carriera e torneremo più forti».

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