Al Consiglio di Zurigo il presidente FIFA si scusa per il metodo e chiude il dossier sull’ingresso dei privati nei grandi tornei: la UEFA non è convinta
Gianni Infantino torna sui propri passi. Il presidente della FIFA, 56 anni, svizzero con origini italiane, ha rinunciato al FIFA Forward Enterprise, il progetto che prevedeva di aprire ai capitali privati l’organizzazione dei grandi tornei internazionali, a partire dai Mondiali. Lo ha annunciato al Consiglio FIFA riunito a Zurigo, il primo dall’esplosione del caso, dichiarando accantonato il piano e scusandosi per gli errori commessi.
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Le scuse di Infantino
Il numero uno del calcio mondiale ha ammesso le proprie responsabilità, spiegando però che l’idea restava soltanto una proposta. “Prima di tutto, chiedo scusa per gli errori che abbiamo fatto in relazione al processo di comunicazione e consultazione legato al progetto Fifa Forward Enterprise, che poi ha portato a delle conseguenze. Ma quello che è importante ricordare è che questa era una proposta, non una cosa fatta ma solo una proposta”. Quanto allo scopo dell’iniziativa, ha precisato: “Il suo intento era semplicemente quello di creare storie di maggiore successo, come quelle che hanno ispirato la gente in tutto il mondo durante gli ultimi Mondiali, perché il calcio è per tutti”.
Un passo indietro che non convince tutti
Secondo quanto riportato dalla stampa, il Consiglio ha anche deciso di istituire un gruppo di lavoro con rappresentanti di tutte le confederazioni per rivedere la governance della FIFA, con i risultati attesi nella riunione di dicembre. Le scuse, però, non hanno placato le critiche. Debbie Hewitt, presidente della Football Association inglese, ha ricordato che il presidente si è scusato soprattutto per non aver portato la proposta al Consiglio, e non per la sostanza del piano. La UEFA, in particolare, ha rinnovato la richiesta di dimissioni.
Il contesto
Il piano era stato svelato a fine luglio, senza il preventivo coinvolgimento del Consiglio, e prevedeva di cedere a un fondo privato una quota dei diritti commerciali della FIFA. Dopo le forti proteste di UEFA, Confederazione asiatica e Concacaf, Infantino lo aveva ritirato nel giro di pochi giorni, mentre ora ne ha sancito la chiusura definitiva. Un nuovo capitolo di tensione si aprirà in vista delle elezioni FIFA di marzo, dove Infantino punta a un quarto mandato.