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Vlahovic: «Futuro? Ho un contratto fino al 2023. Devo tutto alla Fiorentina»

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Dusan Vlahovic si racconta e parla del paragone con Zlatan Ibrahimovic e del rapporto con Rocco Commisso: le sue dichiarazioni

Dusan Vlahovic si racconta in una lunga intervista a Il Corriere dello Sport.

FIORENTINA«Senza compagni io non sono niente. In campo, da solo, non potrei fare molto: c’è la squadra ed io sono parte di questo gruppo. Fare centro è bellissimo, ma solo quando la Fiorentina vince. Ho segnato anche contro la Samp quest’anno, ma non è servito a nulla. E’ vero, ho appena realizzato una tripletta ma ora non conta più: si deve guardare avanti».

IBRAHIMOVIC«I paragoni a me non sono mai piaciuti. Sia chiaro, è un onore essere accostati ad un campione come Zlatan, ti dà anche una buona dose di responsabilità, ma un ragazzo deve sempre mantenere il suo equilibrio, perché c’è anche il rischio di bruciarsi».

FUTURO – «Ho un contratto con la Fiorentina fino al 2023. A Firenze sto benissimo, mi amano. Sono arrivato ragazzino e mi ritrovo uomo. Ci sarà tempo e modo, più avanti, di parlare. In questo momento io sono concentrato sulle 11 finali che ci aspettano».

COMMISSO«Vogliamo fare punti anche per il presidente. Si, è vero, ci siamo sentiti. Ha una passione incredibile per il pallone. Poi non ho dimenticato che dopo aver palleggiato con lui, ho cominicato a segnare con continuità».

FIORENTINA MILAN«Il calcio che gioca il Milan è sotto gli occhi di tutti, ma sono queste le partite più affascinanti. Non vediamo l’ora e, soprattutto, non abbassiamo la guardia. Io non sarò distratto da nulla. Il passato, tripletta inclusa, non conta più, bisogna guardare in avanti, pensando solo a migliorare. E adesso, l’unica cosa che conta è fare bene domenica. Ne siamo consapevoli tutti».

PIOLI «Un grandissimo allenatore, a cui auguro di arrivare sempre più lontano possibile in Europa League, anche in campionato ha fatto vedere cose egregie, non è un caso che sia in corsa per lo Scudetto. Ma è anche una persona di altissimo spessore umano. Quando sono arrivato a Firenze era successa da poco la tragedia di Davide. Pioli stava con noi giocatori, era come un padre. Mi ha regalato la gioia dell’esordio in A, benchè non fossi pronto. Per tutto questo posso solo ringraziarlo».

PRANDELLI «Devo tutto a lui e alla fiducia che la società mi ha riservato. Mi ha dato fiducia in un momento che per me era complicato: spero di contribuire a portare più punti possibili».

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