Benitez si racconta alla Gazzetta: «Inter? La difesa ha subito troppo. Ko della Roma? Contro una corazzata come il Real Madrid ci può stare»
Dopo la notte nera delle italiane in Champions League interviene Rafa Benítez. L’allenatore spagnolo, che conosce bene il calcio italiano per aver guidato sia l’Inter sia il Napoli, ha affidato alla Gazzetta dello Sport la sua lettura di un avvio europeo disastroso. I numeri parlano chiaro. Le dichiarazioni:
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CHAMPIONS – «Sorprendente, assai, il ko dell’Inter; e prevedibile, ma clamoroso per il modo in cui è avvenuto, quello della Roma. Ma io, e non per andare controcorrente, ho visto qualcosa, anzi tanto di buono, all’Olimpico»
INTER – «È chiaro che stupisce quello zero in classifica, ma l’unica ragionevole perplessità arriva dalle difficoltà mostrate con il Bruges. A me viene il sospetto che si sia trattato di un caso, di una serata storta. Ma c’è un dato sul quale non si può sorvolare: in questa fase iniziale della stagione, la difesa ha subito troppo»
ROMA – «Contro una corazzata come il Real Madrid ci può stare. E però devo dire che tutto è esclusivamente legato a episodi su situazioni di palla inattiva. La Roma è stata superiore, il Real non è mai riuscito ad andare sugli esterni. Il rischio era nell’uomo contro uomo ed è capitato. Ma di una serata del genere si possono tenere anche le cose belle, sapendo di dover fare tesoro delle disattenzioni»
NAPOLI – «Il Napoli stava andando sullo 0-2, con la traversa di Hojlund, e si è trovato sotto incredibilmente. Ho riflettuto su una frase di Allegri, che mi pare appartenga anche a Capello, e che condivido: s’è smarrita la capacità di difendere, una delle caratteristiche di un calcio che è stato dominante a lungo, che ha saputo anche attaccare e bene, ma che non aveva mai perduto il proprio riferimento storico. Eppure anche là dietro ci sono figure di primissimo piano: Donnarumma è forse il più forte al mondo; Calafiori è titolare dell’Arsenal; Bastoni sta all’Inter da pilastro; Dimarco è un esterno che fa male anche quando avanza…»
PROBLEMA CALCIO IN ITALIA – «È in difficoltà, come dimostrano anche i tre Mondiali a cui ha dovuto rinunciare. I discorsi da affrontare sono differenti, ovviamente: da una parte ci sono i club, le loro scelte, gli investimenti; dall’altra la Nazionale e dunque la scuola, i talenti, che secondo me non mancano. Non esistono i Baggio, i Totti, i Del Piero, i Vieri ma ci sono calciatori che hanno un loro peso e tanta qualità. In situazioni estreme si può dire che la Serie A è un limite per chi va all’estero, certo che sì. E comunque è un’analisi che va approfondita, perché Inter, Napoli, Roma e Como sono strutturate secondo parametri distanti, sia dal punto di vista tecnico-tattico che anagrafico.
A me sembra un corto circuito momentaneo ma tra martedì e mercoledì si torna in Champions e le risposte arriveranno in fretta. Bisogna puntare sui giovani e su uno stile di gioco equilibrato. Da quando, nel 2019, è cambiato il regolamento — consentendo di far ripartire l’azione dall’interno dell’area di rigore — le squadre sfruttano il pressing alto e marcano a uomo in fase difensiva. Questo è successo sul goal di Mbappé: un singolo errore, senza copertura, porta direttamente a un’occasione. Oggi le squadre difendono a uomo, il che si traduce in contropiede ogni volta che il pressing iniziale viene superato»