Antognoni: «Grazie a Paolo Rossi siamo diventati il simbolo di un Paese»

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Paolo Rossi
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Giancarlo Antognoni ha rilasciato un’intervista a Corriere della Sera celebrando la memoria di Paolo Rossi. Queste le sue parole

Giancarlo Antognoni ha rilasciato un’intervista a Corriere della Sera celebrando la memoria di Paolo Rossi. Queste le sue parole.

IL RICORDO – «La sua capacità di sorridere. Anche nei momenti di difficoltà, che non lo hanno risparmiato sin da giovane. Penso alle tre operazioni al menisco, che all’epoca non erano proprio una passeggiata. O al Calcioscommesse. Disavventure che non lo hanno piegato e che ha affrontato di petto, senza mai smettere di prendere la vita con ottimismo. Questa lezione non dobbiamo dimenticarla né oggi, né mai».

CHI ERA PAOLO ROSSI? – «In campo era un punto di riferimento e dobbiamo essergli riconoscenti per quel Mondiale. Per me, che ero il rifinitore della squadra, avere davanti un attaccante come lui era un grande vantaggio. Sapeva sempre cosa fare e come muoversi. Mi diceva: Giancarlo dammi il pallone buono e poi giù una risata. Ho ancora negli occhi l’assist per il primo gol alla Polonia in semifinale».

IL MONDIALE IN SPAGNA – «All’inizio, quando le cose non andavano per il verso giusto e lui non segnava, sembrava tutto complicato. Ma non l’ho mai visto perdersi d’animo. E quando si è sbloccato con il Brasile, nella partita più difficile, siamo diventati il simbolo di un Paese. Non posso dimenticare la faccia dei brasiliani al Sarria, né la nostra felicità contagiosa».

PORTARE LA BARA – «Prima e dopo la cerimonia. Un’emozione forte. Ero dietro Marco (Tardelli ndr) ed è stata l’unica volta nella vita che sono riuscito a picchiarlo».