Serie A, bufera arbitrale e scontro politico nell’AIA: cosa è successo dopo l’ultimo turno di campionato
Il clima attorno al settore arbitrale italiano torna a farsi rovente, tra polemiche sul campo e tensioni istituzionali nei palazzi del potere calcistico. Come evidenziato dal Corriere dello Sport, gli errori arbitrali nelle ultime giornate di Serie A si stanno moltiplicando: l’auspicato rinnovamento sembra aver lasciato spazio all’incertezza, acuita sia dalle recenti modifiche regolamentari introdotte dall’IFAB in vista dei Mondiali, sia dall’elevata soglia di intervento imposta dal nuovo designatore Daniele Orsato, storicamente cauto nel ricorso al monitor.
Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano
Proteste di Fiorentina e Atalanta: i voti favorevoli a Chiffi e Di Bello
A innescare il malcontento sono state soprattutto le proteste ufficiali di Fiorentina e Atalanta, uscite sconfitte con recriminazioni dai rispettivi incroci contro Como e Milan. Nel mirino della critica sono finite le direzioni di gara di Daniele Chiffi e Marco Di Bello, le cui valutazioni interne hanno destato profonda perplessità tra gli addetti ai lavori.
Nonostante una gestione controversa, caratterizzata da due off-field review e da un acceso diverbio con Adrien Rabiot punito solo con l’ammonizione, Chiffi è stato promosso a pieni voti dall’organo tecnico Alessandro Giallatini, figura vicinissima a Orsato. Il voto di 8,5 assegnato sul manuale degli osservatori AIA certifica infatti che l’arbitro “ha arbitrato bene, prestazione di valore, con più positività sugli aspetti principali”. Un giudizio ampiamente positivo che ha riguardato anche Di Bello dopo la sfida del Franchi, sollevando seri interrogativi sull’uniformità di giudizio della classe arbitrale.
Il caso De Marco: il veto dell’AIA e lo stallo con Lega Serie A e FIGC
Parallelamente alle questioni di campo, si è aperto un duro scontro politico attorno alla figura del coordinatore dei rapporti tra arbitri e club. La carica, assegnata dalla FIGC ad Andrea De Marco durante la precedente gestione dell’ex presidente AIA Zappi, è finita al centro di un braccio di ferro: la governance arbitrale e lo stesso Orsato spingono per affidare l’incarico a Eugenio Abbattista, figura non gradita a gran parte delle società.
Un sondaggio informale promosso dalla Lega Serie A ha visto la netta conferma di De Marco rispetto a Stefani e ad Abbattista, rimasto a quota zero preferenze. Ciononostante, pur percependo regolarmente lo stipendio, De Marco non è ancora stato messo nelle condizioni operative di esercitare il proprio ruolo, non essendo riconosciuto dai vertici di AIA e CAN. Davanti all’ipotesi avanzata dalla Lega di nominare Messina — frenata però da un evidente conflitto d’interessi con il suo incarico di direttore tecnico — la FIGC ribadisce la legittimità di De Marco, lasciando l’intero sistema in una complessa fase di stallo.