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Cairo: «Giocatori via a zero? Ingiusto, alle società almeno un indennizzo. Ci siamo snaturati»

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Urbano Cairo, presidente del Torino, ha parlato dal palco del Festival dello Sport di Trento. Alcune sue parole

Urbano Cairo ha parlato dal palco del Festival dello Sport di Trento del calcio che verrà. Queste alcune sue dichiarazioni.

INDENNIZZI AI CLUB – «Una società magari cresce un giovane del proprio vivaio, investe dei soldi e delle risorse, e poi lo vede andare via a zero euro. Non credo sia giusto, il club dovrebbe avere almeno una forma di indennizzo. In un momento in cui le società sono in difficoltà, i giocatori in scadenza vogliono di più e il procuratore arriva portando via il giocatore, invece di permettere alla società di monetizzare. I procuratori hanno tanto potere e i giocatori se ne vanno lasciando il club di appartenenza a bocca asciutta».

COLMARE GAP PREMIER – «E’ possibile colmarlo. 10 anni fa eravamo vicini ma abbiamo fatto errori, come non capire l’importanza dei diritti tv esteri. L’importante è trovare la direzione giusta, fare scelte giuste coinvolgendo persone capaci».

TORINO – «Ho preso un Torino fallito e ho iniziato con investimenti importanti, per ritornare in A e mantenere la categoria. Poi con Ventura a partire dal 2011 abbiamo ottenuto risultati economici e sportivi importanti perché abbiamo “fatto calcio” (come diceva proprio Ventura), ovvero andando a prendere giovani, facendoli crescere e vendendoli. Purtroppo i cicli poi finiscono, non ci sono più calciatori che rimangono in una squadra in tutta la carriera, tendono a muoversi. Nell’ultimo periodo invece la nostra è stata una gestione meno virtuosa, per colpa della pandemia ma anche perché ci siamo allontanati dalla nostra filosofia di prendere giovani, farli crescere e magari venderli. Abbiamo iniziato a prendere calciatori dal costo importante e siamo entrati in un circolo vizioso negativo come risultati. Mi rendo conto che i tifosi vogliono sempre di più, ma occorre sempre tenere d’occhio il bilancio perché è facile diventare una società che perde 20/30 milioni l’anno. Bisogna seguire la filosofia dei giovani, con bravi maestri di calcio, come è oggi Juric. Per conciliare bilanci e risultati sportivi quindi bisogna avere una filosofia precisa e non snaturarla. Si può arrivare a grandi risultati anche con i giovani e con un certo tipo di approccio. E’ normale che se i bilanci non sono più sostenibili poi gli imprenditori italiani si defilano e arrivano le proprietà straniere con più liquidità».