CONI, Gambino: “Il calcio italiano è politico”

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SERIE A CONI GAMBINO CALCIO ITALIANO – E’ intervenuto alla trasmissione radiofonisca Radio Anch’io Sport il candidato alla presidenza del Coni Simone Gambino: “Mi sono candidato perché volevo essere la faccia nascosta della luna, speravo di poter aver diritto di tribuna. La prima cosa che farei io? Viviamo un momento difficile e occuparsi di sport è un privilegio quindi toglierei il trenta per cento degli emolumenti del presidente, dobbiamo dare l’esempio. Lo sport italiano non è calcio-dipendente, negli anni ’80 il Totocalcio finanziava il calcio ma poi è diventato quasi sport di stato, in vent’anni questa rivoluzione che si è attuata è sbagliata. Spero che si possa fare un new deal dello sport italiano in cui la linea tra professionismo e dilettantismo sia marcata in maniera più chiara, dovremmo incoltre separare sport e politica. Dal 1964 (ultimo scudetto del Bologna) al 1999 hanno vinto dodici squadre diverse, era un calcio democratico, ma da quell’anno ad oggi se lo giocano tre squadre, dire che c’è un sistema in cui tutti possono entrare e vincere non c’è più, questo perché il calcio italiano è politico. Ci fossero cap-salary o esempi come quelli degli Stati Uniti, ne trarrebbe beneficio lo sport italiano”.