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Coresi: «Brunori come Vlahovic, vi racconto tutto»

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Le parole di Matteo Coresi su Brunori, punta del palermo di proprietà Juve e suo compagno ai tempi del Foligno in esclusiva su JuventuNews24

Il nome di Brunori è finito al centro del mercato dopo la stagione da urlo col Palermo in Serie C. Grazie ai suoi gol i rosanero ha conquistato la promozione in Serie B e diverse squadre hanno messo nel mirino il centravanti umbro classe 1994.

Matteo Coresi, ex giocatore del Foligno Calcio, racconta in esclusiva a Juventusnews24 i primi passi di Brunori nel calcio professionistico, quando ad appena 16 anni approdò nel club umbro che militava in Serie C e che annoverava nelle su e file dirigenziali Federico Cherubini.

Secondo te è già pronto per il grande salto in Serie A?

«Per parlare di “esplosione” c’è bisogno che ci sia una consacrazione e quindi anche il prossimo anno deve fare bene. Un anno può andare in un certo modoIo posso dire che ci sono sono attaccanti che fanno gol e attaccanti che fanno fare fare i gol. Lui li sa fare nel senso che se li inventa. Lui è anche un giocatore bravo nella manovra, spalle alla porta, sa fraseggiare, non è egoista e gioca con i compagniIo sono curioso. So che non è stato un caso, ma per fare il salto di qualità deve ripetere una stagione al top. Magari non a questi livelli perché non è facile, però…Tutto dipende se è pronto mentalmente. Lui le qualità tecniche le ha e sa giocare a pallone, conosce a 360 gradi questo gioco. Bisogna vedere caratterialmente se lui subisce questo salto oppure se lo cavalca nella maniera giusta. Per me è uno che può giocare in Serie A. Ultimamente vedo attaccanti – senza fare nomi – che non hanno niente a che vedere con le qualità che ha Brunori. Bisogna vedere se lui ha tutta la capacità caratteriale per esprimersi. La differenza è tutta quiFisicamente e tecnicamente è pronto: bisogna solo vedere se lo è altrettanto dal punto di vista mentalmenteLa differenza la può fare solo questa cosa».

A chi potrebbe essere paragonato tra gli attaccanti in giro per l’Italia e l’Europa?

«Come caratteristiche, essendo anche uno cattivo che negli ultimi 30 metri strappa e attacca la profondità, potrebbe ricordare Vlahovic. Ha quella cattiveria nel fare i movimenti nel modo giusto, non sta mai giù fisicamente. Poi calcia bene destro e sinistro, in Serie A ci sono pochi giocatori capaci a farlo. Adesso catapultare un ragazzo così su palcoscenici così importanti non so se sia un bene. Ma se lui sta sereno e tranquillo, ha le potenzialità per giocare in Serie A».

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