Da quando si è fermato Gomez l’Atalanta è inarrestabile: il paradosso di Gasp

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© foto www.imagephotoagency.it

Momento magico dei nerazzurri che approdano ai quarti di Coppa Italia e in campionato sono reduci da 3 vittorie consecutive. Ecco il segreto

Nils Liedholm sosteneva che in 10, con un uomo in meno, si giocasse meglio. Gasperini invece sta dimostrando un altro teorema quasi paradossale, e ugualmente sorprendente. Togliendo il migliore la squadra sarà ancora più forte di prima. Come? E’ ancora presto per conferme definitive, ma nelle ultime partite sono arrivati segnali inequivocabili che hanno dato ragione all’allenatore. Dopo il bisticcio con l’argentino Gasperini lo ha messo ai margini, ma ha ottenuto risultati al di là delle migliori aspettative dai suoi. Il gruppo si è responsabilizzato, facendosi carico anche di quell’assenza così pesante sulla carta. E ha trovato nuovi equilibri, sfruttando il ritorno ai suoi livelli di Ilicic, la straordinaria potenza di Zapata, e il senso di gol, dalla panchina, di Muriel.

L’Atalanta ha cambiato pelle, ma è rimasta letale come e anzi più di prima, anche senza il suo capitano. Improvvisamente sul mercato e potenziale crack della sessione di gennaio, con Inter, Juve, Roma e non solo alla finestra. L’Atalanta ha risposto compatta, dimostrando di avere alternative all’altezza e un gruppo che fa la differenza, ben più di ogni singolo. E senza il Papu Gasperini ha ottenuto 5 vittorie e un pareggio nelle ultime sei partite, con un filotto di 4 successi consecutivi contro Sassuolo, Parma, Benevento e Cagliari. La Dea è il secondo miglior attacco della A con 40 reti, dietro a Inter (43) e davanti a Milan e Juve, e nelle ultime partite ha segnato ben 21 reti. Anche senza il suo bomber e capitano.