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Figc, Uva: «Bilancio in attivo, ecco come è stato raggiunto questo risultato»

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Serie A

Il bilancio della Figc è finalmente tornato attivo. Non accadeva dal 2004. Il direttore genarale Uva ha svelato i segreti del successo

Conti in rosso spariti e un bilancio che dalle parti di via Allegri non lo avevano mai visto. In un anno, dal 2015 al 2016, in Figc sono aumentati tutti gli indicatori: il valore della produzione (salito da 155.5 a 174.1 milioni), il margine operativo lordo (da 24.3 a 34.2), il risultato operativo (da 17 a 21.1) e quello di esercizio, pari a 5.9 milioni. I valori nel bilancio consuntivo del 2016 sono i migliori registrati dal 2004, primo anno utile per una comparazione omogenea dei dati. La federazione gode di salute sempre migliore, nonostante i ripetuti tagli del Coni. Il perchè lo spiega il direttore generale Michele Uva, intervistato da La Gazzetta dello Sport.

Direttore Uva, qual è il segreto di questo bilancio?
«Nessun segreto, ma la decisione, presa col presidente Tavecchio, di dare alla Figc un piano strategico, che si muovesse su due direttrici: il controllo dei costi e lo sviluppo deiricavi. Gli uni andavano contenuti, un esempio su tutti: Euro 2016 ci è costato 3.5 milioni contro gli 8.6 di Euro 2012.Gli altri andavano gestiti, finalmente in progetti a medio e lungo termine».

Detta così, sembra facile.
«E invece anche trovare centomila euro è un’impresa».

Soprattutto in anni di tagli…
«Io sono convinto che il Coni, con cui i rapporti sono solidi, tra tutte le federazioni apprezzerà il lavoro della Figc per ottimizzare le spese e liberare risorse per gli investimenti».

Perché lei non è soltanto l’uomo dei tagli…
«Norme sui bilanci, centri federali, adeguamento degli stadi, investimenti nella tecnologia: fanno tutti parte di quel piano strategico. E poi i numeri raccontano quanto questa Figc stia investendo nelle Nazionali, nei giovani e nelle infrastrutture. Le faccio un esempio concreto, l’ultimo: il Consiglio federale ha deciso di destinare parte dell’utile di bilancio, 1.6 milioni, ad un contributo straordinario per il calcio femminile».

Quando vedremo i risultati di questi investimenti?
«Listiamo già vedendo: l’Under 21 tra le prime quattro d’Europa, l’Under 20 terza al Mondiale, l’Under 19 seconda all’Europeo, l’Under 17 alle finali. L’impostazione tecnica è stata data da Sacchi e poi da Viscidi, noi abbiamo indirizzato le risorse. Investiamo nei giovani, anche nelle scuole. Presto racconteremo insieme al ministro Fedeli tutte le attività col Miur».

Anche a Palazzo Chigi apprezzano. C’è chi si stupisce del suo rapporto col ministro Lotti.
«Il mio è soltanto un rapporto tecnico, a quello politico ci pensano Malagò e Tavecchio. Stimo Lotti, un ministro appassionato e competente. E la sua stima mi gratifica. Lo stesso posso dire del presidente Ceferin».

Lei rappresenta in Europa un’Italia sempre più autorevole.
«L’Uefa apprezza il lavoro della Figc. E noi qualcosa l’abbiamo portata a casa: l’Europeo Under 21 nel 2019, il Congresso elettivo nello stesso anno, le 4 partite di Euro 2020. E stiamo lavorando per arricchire il nostro contributo, oltre che per una grande idea nel 2028…».

Ma è vero che si sta occupando anche di ordine pubblico?
«Non esageriamo. Con i ministeri degli Interni e dello Sport stiamo cercando di rendere i nostri stadi più fruibili dai tifosi perbene, che sono tantissimi».