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Inter Lazio: il muro di Conte toglie l’aria ai biancocelesti – ANALISI TATTICA

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Inter Lazio ha significato il trionfo del sistema difensivo di Antonio Conte che ha saputo imbrigliare le bocche da fuoco biancocelesti

Inter e Lazio sono forse le squadre della Serie A più a proprio agio nel difendere il vantaggio. Per quanto abbiano entrambe un’uscita dal basso molto insistita e curata, sono entrambe formazioni che prediligono difendersi con un baricentro basso e poi attaccare.

Proprio per questo, il gol di Lukaku ha indirizzato il match in modo decisivo. In avvio di gara, i biancocelesti erano stati convincenti nella gestione del possesso, con l’Inter che non sempre pressava con i tempi giusti: la Lazio aveva profondità da attaccare. In un’uscita da dietro molto ben fatta, per esempio, Leiva ha lanciato Lazzari solo davanti ad Handanovic, ma la provvidenziale uscita del portiere sloveno ha sbrogliato una situazione pericolosa.

Dopo il vantaggio, l’Inter ha abbassato drasticamente l’altezza del pressing, difendendosi con un baricentro molto arretrato nel tentativo di chiudere gli spazi. Neanche provava a contestare la costruzione di una Lazio che ha così avuto un’evidente supremazia territoriale (65% di possesso palla in entrambi i tempi). Non a caso, come riporta Calcio Datato, l’Inter ha avuto l’indice PPDA più alto della stagione: in pratica, concedeva tantissimi passaggi agli avversari prima di intraprendere un’azione difensiva. Un’evidente cambiamento rispetto alla squadra di inizio stagione, che invece provava un pressing offensivo che però generava tanti scompensi.

La Lazio ha quindi dovuto attaccare un 5-3-2 tanto passivo quanto compatto, che concedeva pochi spazi tra le linee. Raramente Luis Alberto e Milinkovic-Savic hanno usufruito di ricezioni pericolose per vie interne, visto che l’Inter copriva bene il centro. I biancocelesti sono stati costretti a sfondare soprattutto per vie esterne, come dimostrano i ben 33 cross effettuati ieri.

La Lazio si è riversata con tanti uomini nella trequarti offensiva: in merito, vanno segnalati i movimenti di Acerbi e Patric, i terzi di difesa. Quando i biancocelesti consolidavano il possesso, si sganciavano parecchio in avanti per accompagnare la manovra (soprattutto l’italiano). Oltre a vederli, a volte, addirittura che si inserivano dentro l’area di rigore, spesso capitava che dessero ampiezza, mentre i quinti (Marusic e Lazzari) stringevano la propria posizione.

Due esempi nelle slide sopra, in cui li vediamo riversati in avanti. Con il centro bloccato, la Lazio utilizzava molto i propri terzi di difesa per sviluppare l’azione e rifinire: non a caso, con rispettivamente 103 e 105 passaggi, Acerbi e Patric sono stati per distacco i biancocelesti con più palloni toccati.

Inzaghi sperava che, come all’andata, Milinkovic-Savic potesse raccogliere sul secondo palo i lanci del numero 33: Patric e Acerbi hanno effettuato 5 cross a testa, cifra non bassa per dei terzi di difesa. L’Inter ha però protetto molto bene l’area di rigore, con gli attaccanti laziali che non sono riusciti a incidere. Da segnalare in particolar modo uno Skriniar attentissimo sia nelle palle alte che nei frangenti in cui Immobile e Correa provavano a combinare palla a terra. Nonostante ben 14 tiri, i biancocelesti hanno totalizzato appena 0.98 Expected Goals, un dato che dimostra la difficoltà nel creare occasioni da rete.

Oltre a creare poco, questo atteggiamento propositivo della Lazio creava grossi problemi a palla persa, dando a Lukaku ripartenze lunghe sulle quali il belga va a nozze. Con Patric e Acerbi che si trovavano spesso molto alti, Hoedt prima e Parolo poi hanno dovuto difendere contro l’ex Manchester United in campo aperto. Un qualcosa di estremamente complicato alla luce dello strapotere fisico del belga.

E’ parsa discutibile la scelta di Inzaghi di schierare il trentaseienne Parolo al centro della difesa ad inizio ripresa, il modo perfetto per metterlo in imbarazzo contro le progressioni di Lukaku. E infatti, il gol che ha chiuso la gara è arrivato proprio a seguito di una ripartenza in cui Parolo si è fatto bruciare in velocità.

Con la Lazio tutta in avanti, Lukaku aveva molto spazio in campo aperto. In questa slide, Acerbi è avanzato, quindi è Hoedt costretto a fronteggiare il belga.

Insomma, dopo l’1-0, l’Inter è stata brava a mettere il match in binari ottimali. I nerazzurri hanno lasciato il pallone alla Lazio, che però – per merito dei nerazzurri – è stata sterile in fase di possesso (rifiniva quasi solo con lanci e cross) e fragile quando i padroni di casa ripartivano. L’Inter interrompe così il filotto della squadra di Inzaghi, la formazione forse più in forma del campionato, e ottiene 3 punti decisivi in chiave scudetto.

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