La Lazio punta tutto sul centrocampo. Ma si lavora sottotraccia per una punta

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Cosa manca all’organico di Petkovic per migliorare i risultati della scorsa stagione

Ancora venti giorni e la sessione di calciomercato sarà scaduta: con gli organici completi e non rinnovabili – almeno fino a gennaio – sarà possibile stilare un’analisi più dettagliata delle operazioni estive e dunque della griglia di partenza per quanto concerne i valori della prossima Serie A. Ecco come la Lazio si appresta ad iniziare la prossima stagione.

DIFESA – Ad oggi è cambiato molto poco: l’impianto base resta quello della recente annata se non per l’inserimento di Diego Novaretti, difensore centrale prelevato a parametro zero dopo il mancato rinnovo contrattuale con il Toluca, cercato anche dal Manchester City. L’argentino garantisce alla squadra di Petkovic stazza fisica e dunque abilità spiccata nel gioco aereo, classe 1985 è nel pieno dell’evoluzione della sua carriera e può rappresentare una valida alternativa ai vari Biava, Dias, Ciani e Cana, oramai adattato nel suo nuovo ruolo di difensore centrale. Konko e Radu confermati sugli esterni con Pereirinha ed il neoarrivo Freitas in qualià di risorse ulteriori: reparto piuttosto completo, manca forse un po’ di velocità nel pacchetto centrale per migliorare i risultati della passata stagione, quando nel girone di ritorno la retroguardia biancoceleste incappò in qualche calo di rendimento di troppo.

CENTROCAMPO – Il punto di forza dello scacchiere laziale: i vari Ledesma, Gonzalez, Candreva, Hernanes, Ederson, Lulic, Onazi, il neoarrivo Biglia – ed in attesa di Mauri e del secondo grado di giudizio in merito alla squalifica comminata dal processo scommesse – compongono un reparto molto interessante. Innanzitutto completo: la fase di interdizione è affidata alla corsa e ai muscoli di Biglia, Gonzalez ed Onazi, la regia all’intelligenza di Ledesma, la qualità al talento di Hernanes, il dinamismo e la corsa a centrocampisti del calibro di Candreva, Lulic ed Ederson, chiamato a riscattarsi dopo una stagione decisamente al di sotto delle aspettative iniziali anche a causa dei continui infortuni che hanno minato la ricerca della continuità. Petkovic sa di dover incentrare le ambizioni biancocelesti sul reparto dai valori individuali più alti e si lavora su moduli – vedi il 4-5-1 o il 3-4-2-1 – che prevedano l’impiego del numero di centrocampisti più alto possibile.

ATTACCO – Il solito Klose a vestire i panni del garante del gol: l’ultima stagione però – sommata ad una carta d’identità non più trascurabile – consiglia alla società di Lotito la ricerca di un’alternativa di livello assoluto che possa ridimensionare i cali in assenza del cannoniere tedesco. Lavoro riuscito soltanto in territorio europeo a Libor Kozak e nel complesso a sprazzi a Sergio Floccari, classe 1981 e non più propriamente un ragazzino. Tradotto: a questa Lazio serve un attaccante. Un vice Klose o, in alternativa, un profilo di attaccante differente che possa comunque accrescere il livello di pericolosità del pacchetto offensivo laziale soprattutto in termini di gol. Sono arrivati i promettenti Felipe Anderson e Brayan Perea, giocatori tutti da scoprire essenzialmente in relazione all’adattabilità ad un torneo complesso quale quello italiano: è probabile che serva altro. Impensabile puntare ai top player considerando la politica adottata con cura ed attenzione dal presidente Lotito, ma è necessario trovare un attaccante redditizio: sfumato Bergessio si lavora per Emeghara, ma non si escludono sorprese dopo ferragosto.