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Mazzarri: «Sono pronto a tornare. Questo il mio rimpianto più grande»

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Walter Mazzarri ha parlato al Corriere della Sera: queste le parole dell’ex tecnico di Torino e Napoli

Walter Mazzarri ha parlato al Corriere della Sera: le sue parole.

RITORNO MAZZARRI – «Spalletti, Allegri, Sarri e io no? Non è mica una questione geografica… I tre colleghi sono bravi, meritavano di rientrare. Mi fa molto piacere. Quanto a me, finora è stata una scelta. Ho rifiutato diverse proposte perché dopo 20 anni di carriera posso anche permettermi di selezionare soltanto progetti che realmente mi convincono. Diciamo pure che, complice il Covid, ho deciso di fermarmi, riflettere. E nel frattempo studiare il calcio che si evolve. I club mi cercano? A volte è vero, molte altre no. Chi crede nel mio lavoro deve confrontarsi con le mie idee. Se conosce un po’ di quello che ho fatto, sa che posso essere un valore aggiunto»».

COSA FA MAZZARRI ORA – «Faccio il manager. Ho messo su ville di lusso che affitto ad un target alto. Ho voluto misurarmi con l’economia, sfruttando gli insegnamenti di imprenditori importanti che ho avuto come presidenti: Cairo e De Laurentiis, in particolare. Ho già ospitato vip, personaggi dello spettacolo. Tutti entusiasti».

SEGRETO ITALIA – «L’organizzazione che ha dato Mancini, il gioco piacevole che ci propone e naturalmente la bravura di molti ragazzi che addirittura stanno andando al di sopra delle aspettative. Locatelli, ma potrei parlare di Insigne, Immobile, Di Lorenzo. Oltre a tutti i noti».

DIFESA A TRE – «Ma anche il Chelsea quest’anno si è mosso nella stessa direzione, e ha vinto la Champions. Quando le idee sono buone sono sempre valide. Ci sono varianti tattiche che non passano di moda, l’importante è applicarle alla logica calcistica di questa o quella squadra. Si discute molto della costruzione dal basso, del possesso palla: va tutto bene quando il gioco non è fine a sé stesso. Ci vuole equilibrio, e l’Italia ce l’ha. Può chiudere il girone da prima e ambire anche al traguardo».

TRAGUARDI – «Basta andare a scorrere gli almanacchi: Reggina salvezza storica, Livorno ritorno in A dopo 55 anni, Sampdoria rinata, Napoli preso al sest’ultimo posto e portato in Champions. Quinto con l’Inter in un momento storico difficile per il club e a Torino il record dei 63 punti. Le sembra poco? Poi, certo, c’è chi dice: ma cosa ha vinto? Molte volte in questo ambiente, sbagliando, si parla di vincenti e non vincenti. Il lavoro dell’allenatore va valutato in base alle forze che ha. Chi consegue risultati superiori alle aspettative vince uguale».

RIMPIANTI – «Con il senno di poi, di essere arrivato all’Inter nel posto giusto ma nel momento sbagliato».