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PSG Bayern: coraggio e linee altissime non sono bastate ai bavaresi – ANALISI TATTICA

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PSG Bayern Monaco è stato un quarto di finale estremamente spettacolare che ha promosso i parigini dopo un doppio confronto dalle mille emozioni e sfaccettature

Abbiamo visto un calcio di altissima qualità nel doppio confronto tra PSG e Bayern Monaco, tanto sul piano meramente tecnico quanto su quello più agonistico. Ritmi sovrumani che si traducevano in continue occasioni da gol, non c’era un attimo di pausa. Nonostante le molteplici assenze, i bavaresi hanno disputato una gara encomiabile, senza stravolgere i propri principi: approccio proattivo e linea altissima, con il rischio di concedere profondità a gente come Neymar e Mbappé. I difensori del Bayern hanno giocato una partita dal coefficiente di difficoltà estremo, dovendo fronteggiare continuamente in campo aperto i velocisti avversari.

L’approccio delle due squadre è stato abbastanza diverso. Gli ospiti si sono riversati in massa nella metà campo rivale, mentre il PSG aspettava più in basso cercando di attaccare con rapide transizioni. Il Bayern accompagnava l’azione offensiva con tantissimi giocatori, mentre i padroni di casa pungevano soprattutto in contropiede.

Schierato con l’inedita coppia Kimmich-Alaba in mezzo al campo, il Bayern ha presentato alcune novità tattiche ad hoc per l’occasione. Pur in mezzo alla solita estrema fluidità, i terzini (Pavard e Davies) erano più bloccati rispetto al solito. Per riempire meglio la trequarti rivale, vedevamo un’evidente asimmetria tra i mediani: se Kimmich restava più bloccato a protezione della difesa, al contrario Alaba si sganciava molto più in avanti quando i bavaresi consolidavano il possesso. L’austriaco in questi anni è diventato difensore centrale a tutti gli effetti, ma al Parco dei Principi sembrava quasi un trequartista, visto che – con le ali aperte – agiva molto tra le linee.

Non a caso, il gol è nato grazie a un inserimento di Alaba dentro l’area di rigore. L’austriaco ha tirato ben 3 volte in porta, grazie alla sua posizione che gli consentiva di affacciarsi spesso dalle parti di Keylor Navas.

Senza Lewandowski, raramente il Bayern cercava l’imbucata centrale: il grosso degli attacchi arrivava con lanci lunghi e cambi di campo alla ricerca di Sané e Coman. Il grosso di queste giocate arrivava da Kimmich, Lucas Hernandez e Boateng, che hanno complessivamente effettuato 36 passaggi lunghi (24 riusciti). Il PSG, che difendeva con un blocco più basso, non sempre riusciva a fare bene il primo pressing, con il portatore che quindi aveva tempo e spazio per imbeccare gli esterni. Il grosso delle occasioni bavarese arrivava quindi dalle fasce, ci si è affidati molto alla creatività delle ali.

Due dei molti esempi.  Nel primo, Kimmich – libero – serve bene Coman alle spalle del terzino: Alaba attira su di sé Paredes, mentre Muller attrare Gueye. Nella seconda, è invece Boateng che effettua un cambio di campo millimetrico su Sané, con Muller bravo a tenere impegnato il terzino sinistro rivale.

Gli esterni del Bayern non sono però riusciti a incidere come loro solito, anche per merito della linea difensiva del PSG. I terzini sono stati solidi e, senza Lewa, il Bayern è stato meno risolutivo del solito nei cross e nei palloni alti, con Kimpembé e Danilo Pereira che si sono distinti per tante spazzate.

Va da sé che l’ambizioso atteggiamento del Bayern creava potenziali praterie per le punte rivali. Dopo appena 3′, abbiamo già visto un indizio: su un fallito tentativo di pressing bavarese, Neymar ha ricevuto libero alle spalle del centrocampo rivale. La linea di Flick è altissima contro Mbappé, ma accorcia con coraggio e riesce a mettere in fuorigioco l’attaccante francese.

Per tutto il match, dall’inizio alla fine, abbiamo visto – in zone avanzatissime del campo – costanti duelli tra i difensori del Bayern (Hernandez e Boateng ai limiti dell’eroico) e i fuoriclasse del PSG in campo aperto. Anche quando la situazione sembrava problematica e compromessa, la retroguardia tedesca non rinunciava mai ai propri principi, tentando di applicare il fuorigioco in condizioni proibitive, in cui un minimo errore avrebbe potuto causare il gol.

Come si vede nelle slide sopra, la linea del Bayern era praticamente a centrocampo.

Anche grazie a un Neuer strepitoso, il Bayern è riuscito nell’impresa di non subire gol nonostante una gara caratterizzata da continui rischi e contro un Neymar da pallone d’oro. Un qualcosa che esprime bene la forte identità dei bavaresi, che non snaturano la propria filosofia contro nessuno. Lo 0-1 non è però bastato a Flick (probabilmente alla sua ultima partita europea) per passare il turno. In semifinale ci va un PSG molto cinico a Monaco e un po’ sfortunato ieri.

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