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Moriero svela: «Vi racconto quel gesto con Recoba, come Thuram Dimarco. I nerazzurri hanno già vinto lo scudetto ma mi auguro questo»

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Moriero non ha dubbi: «Il gesto con Recoba, come Thuram Dimarco. I nerazzurri hanno già vinto lo scudetto ma mi auguro questo»

L’immagine della domenica è stata creata da Marcus Thuram, che all’ennesimo assist vincente di Dimarco è andato a lustrare la scarpa al compagno. Un amarcord di quasi 30 anni fa, quando Francesco Moriero andò a fare altrettanto con Alvaro Recoba, protagonista di una doppietta col suo mancino, per poi ripeterla anche con Ronaldo il Fenomeno. Oggi lo stesso Moriero ricorda quell’episodio su Tuttosport e si proietta in avanti.

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IL GESTO
«Tutto nacque istintivamente, non c’era nulla di preparato. Al secondo gol di Recoba andai a lustrargli lo scarpino, poi è stato un gesto che ci accompagnò per tutto l’anno. Si dava onore al compagno di squadra per aver realizzato un gran gol o un gesto particolarmente importante».
NULLA DI PREPARATO «Sì, sì, ma io ero un fantasista, un estroso. E per questo dovevo inventarmi qualcosa anche fuori dal campo (ride, ndr). Poi certo, non avevo pensato che quel gesto avrebbe fatto letteralmente il giro del mondo».
LA FOTO DI THURAM E DIMARCO «Tra tifosi e amici ho ricevuto un sacco di foto di questa cosa qui (ride, ndr). Ovviamente mi fa piacere, soprattutto se fatto dai calciatori dell’Inter, ma badi bene, è un gesto che ormai è conosciuto ovunque, tanto che anche all’estero e in altri campionati è capitato che esultassero così».
UN OMAGGIO «Sì, un gesto storico che è rimasto nella mente di tutti i tifosi nerazzurri. Certo, lustrare le scarpe a Ronaldo era un’altra cosa (ride, ndr), però è bello che si onori così un compagno di squadra. E mi fa piacere perché dal nulla abbiamo dato la possibilità ad altri giocatori di copiarci. E dopo trent’anni è ancora in auge. Le dico questo: noi abbiamo la chat dei ragazzi del ’97-98. Siamo rimasti amici, siamo restati in contatto nonostante il passare degli anni. Ci sfottiamo, ci facciamo gli auguri, parliamo delle partite, ma pure delle esultanze…».
DIMARCO «Ha sempre dimostrato di essere un giocatore importante su quella fascia con i suoi cross. Parliamo di uno che vede prima la giocata, un calciatore che mi è sempre piaciuto, oltre a fare assist poi realizza anche i gol».
SOMIGLIANZE «Io ero più un funambolo, però come Dimarco mi piaceva di più come soddisfazione personale quella di mandare in gol un compagno di squadra».
TORNANTE «Io nasco nel 3-5-2 di Mazzone come tornante sulla destra. Dovevi coprire tutta la fascia, andare su e giù, ma il mio compito era pure quello di assistere per l’appunto i compagni di squadra (ride, ndr). Si correva… Poi io ogni tanto facevo uscire delle giocate tipo dribbling e rovesciate da metacampo (ride, ndr). Ma quello faceva parte delle mie caratteristiche».
SCUDETTO «I nerazzurri hanno già vinto lo scudetto. Poi mi auguro accada già domenica, ma il risultato finale secondo me non è in discussione»

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